Autonomia e controllo del lavoro dipendente. Mutamenti indotti dalle innovazioni tecnologiche contemporanee Employee Autonomy and Managerial Control: Changes Brought About by Contemporary Technological Innovations

La monografia offre un’interpretazione complessiva del mutamento del controllo manageriale sul lavoro dipendente in relazione alle trasformazioni tecnologiche degli ultimi decenni – dall’informatizzazione alla digitalizzazione del lavoro fino al lavoro digitale da remoto. Fondata su una concezione processuale e non dualista dell’organizzazione, l’analisi attinge categorie concettuali dalla Teoria dell’Agire Organizzativo di Bruno Maggi e dalla sociologia figurazionale-processuale di Norbert Elias. Con una prospettiva di lungo periodo, essa colloca il mutamento del controllo entro le organizzazioni nel periodo storico che va dalla svolta postfordista ai giorni nostri. La riflessione teorica è affiancata da un’analisi di dati di trend, relativi a variabili rilevate dalla European Working Conditions Survey 1991-2021. Tali dati sono interpretati attraverso tre tipi ideali di controllo manageriale – controllo neo-tayloristico, controllo panopticon e autonomia controllata – elaborati sulla base di un’ampia rassegna della letteratura teorica ed empirica. L’analisi corrobora una tendenza di lungo periodo verso l’adozione di forme di controllo riconducibili all’autonomia controllata, che interessa l’insieme del lavoro dipendente e risulta accelerata prima dalla digitalizzazione e poi dal lavoro digitale da remoto. Il lavoro conclude aprendo uno sguardo prospettico sulle possibili implicazioni dell’intelligenza artificiale per il controllo e l’autonomia nel lavoro dipendente. L’introduzione di Paola M. Torrioni propone alcune chiavi di lettura trasversali per comprendere la portata teorica e analitica del testo nell’attuale dibattito sul lavoro organizzato; la postfazione di Matteo Rinaldini mette in dialogo il concetto di “autonomia controllata” con alcuni contributi classici della labour process theory e delinea piste di ricerca future sul lavoro digitale. This monograph offers a comprehensive interpretation of changes in managerial control within employment in relation to the technological transformations of recent decades, from computerization and the digitalization of work to digital remote work. The analysis is grounded in a processual and non–dualist conception of organization and draws on conceptual categories from Bruno Maggi’s Theory of Organizational Action and Norbert Elias’s figurational–processual sociology. From a long–term perspective, it situates transformations in organizational control within the historical trajectory extending from the post–Fordist turn to the present.The theoretical reflection is complemented by an analysis of trend data drawn from the European Working Conditions Survey (1991–2021). These data are interpreted using three ideal–typical forms of managerial control—new Tayloristic control, panopticon control, and controlled autonomy—developed through an extensive review of the theoretical and empirical literature.The findings point to a long–term shift toward the type of control referred to as “controlled autonomy”, affecting employment as a whole and accelerated first by digitalization and then by digital remote work. The monograph concludes by considering the potential implications of artificial intelligence for the future configuration of control and autonomy within employment.The introduction by Paola M. Torrioni highlights cross–cutting interpretative perspectives for assessing the text’s theoretical and analytical contribution within the contemporary debate on organized work. The afterword by Matteo Rinaldini places the core concept of controlled autonomy in dialogue with classic contributions from labuor process theory and outlines directions for future research on digital work.

La diffusione del doppio cognome a Torino

La diffusione del doppio cognome ha suscitato un interesse significativo dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha reso illegittima la trasmissione automatica del cognome paterno ai figli. Questo studio si propone di esaminare l'adozione del doppio cognome nei neonati torinesi nel periodo compreso tra giugno 2022 e dicembre 2023. L'analisi si basa su 8650 atti di nascita registrati presso il comune di Torino. Nel periodo post-sentenza, l'84,7% dei neonati ha ricevuto solo il cognome paterno, mentre il 12,1% ha ricevuto il doppio cognome. Tuttavia, il primo cognome è generalmente quello paterno nel 92,6% dei casi di doppio cognome. L'incidenza del doppio cognome è stata analizzata anche in relazione alla cittadinanza dei genitori e allo stato civile della madre. Si osserva un’associazione significativa tra stato civile e scelta del cognome, con un maggiore utilizzo del doppio cognome tra le madri non coniugate. Inoltre, le “coppie miste” con madre italiana e padre straniero mostrano una tendenza più marcata verso l'uso del doppio cognome, suggerendo che questa scelta possa riflettere una strategia per mantenere parte dell’identità italiana laddove la trasmissione automatica del cognome paterno non lo consentirebbe. Inoltre, la distribuzione del doppio cognome sul territorio comunale risulta molto variabile, con una concentrazione maggiore nei quartieri semi-centrali e a ridosso della collina. La distribuzione è statisticamente spiegabile in buona misura con il reddito medio del quartiere e ciò è interpretabile come indicatore dell’influenza di orientamenti culturali relativi alla parità di genere e alle relazioni familiari, maggiormente diffusi nei quartieri a più alto reddito. Seguendo la teoria della diffusione delle innovazioni di Rogers, l’analisi suggerisce che l'adozione del doppio cognome richiederà tempo e un ambiente socio-culturale favorevole. In base alla teoria e ai risultati empirici ottenuti finora si può ipotizzare che al momento siano solo i cosiddetti early adopters ad aver scelto di sperimentare l’innovazione costituita dal doppio cognome.
Ringraziamenti
L’autore ringrazia Katya Finardi del Comune di Torino per il puntuale lavoro di raccolta e trasmissione dei dati degli atti di nascita; i colleghi Francesco Fiermonte e Davide Pellegrino del Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio dell’Università e del Politecnico di Torino per la realizzazione della mappa presentata in Figura 3; i colleghi Giulia Dotti Sani, Riccardo Ladini e Francesco Molteni del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università di Milano per i commenti a una prima versione di questo testo.

Maestri dell'Ateneo torinese dal Settecento al Novecento

Con il volume sui Maestri, il Centro Studi di Storia dell'Università di Torino ha inteso contribuire alle ricerche promosse dal Magnifico Rettore nella ricorrenza del sesto centenario della fondazione dell'Ateneo. Il Centro ha scelto di ricordare, in questa occasione, docenti di discipline diverse che, con il loro magistero, gli studi e le ricerche, hanno illustrato, tra il tardo Settecento e la prima metà del Novecento, l'Università di Torino. I primi 11 saggi sono dedicati ad altrettanti Maestri in aree diverse del sapere, e alle scuole da essi create, cui seguono 74 schede bio-bibliografiche di altre celebri personalità nella ricerca e nella didattica presso l'Ateneo torinese.

Per un’intelligenza artificiale a favore del multilinguismo europeo Raccomandazioni strategiche rivolte ai decisori europei How artificial intelligence can further European multilingualism Strategic recommendations for European decision-makers

Il presente report intende fornire ai policy e decision makers dell’Unione europea degli argomenti e dei dati utili al fine d’investire su un’intelligenza artificiale a favore del multilinguismo europeo, proponendo quattro raccomandazioni specifiche. A tale scopo, il gruppo di lavoro sulle attività linguistiche che si è costituito attorno alla rete del Centro d’eccellenza Jean Monnet Artificial Intelligence for European Integration (AI4EI) a Torino ha inteso far dialogare persone esperte nei settori della linguistica, della glottodidattica, della traduzione, dell’analisi del discorso, dell’informatica e dell’ingegneria per l’informazione così da produrre dati e ricerche sull’impatto dell’IA nel settore dell’industria delle lingue e sul multilinguismo dell’Unione europea.

This report aims to provide Eueropean Unione policy and decision makers some arguments and data or facts useful in order to invest in artificial intelligence for European multilingualism, proposing four specific recommendations. To this end, the working group on linguistic language, which was formed around the network of the Jean Monnet Center of Excellence Artificial Intelligence for European Integration (AI4EI) in Turin, Italy, aimed to bring together people who are experts in the the fields of linguistics, glottodidactics, translation, discourse analysis, computer science and information engineering in order to produce facts and research on the impact of AI in the language industry and on multilingualism in the European Union.

Creazione di valore nell’industry 4.0

Il Digital booklet è un progetto editoriale multimediale volto a comprendere i cambiamenti della gestione strategico-operativa di impresa nella IV rivoluzione industriale. Il lavoro è sviluppato grazie a una disamina della letteratura scientifica – book, articoli, conference... – e grigia – articoli divulgativi, rapporti, siti internet, video, interviste... – Il progetto editoriale multimediale si arricchisce grazie ai progetti di ricerca degli Autori confluiti in riviste scientifiche top ranking, libri e partecipazione a convegni, workshop e seminari. Il progetto editoriale multimediale è creato con specifici rimandi nel testo a bibliografia, sitografia, video, articoli scientifici e divulgativi ed è realizzato grazie a una piattaforma di collaborative e distante learning volto a creare un ambiente di apprendimento integrato dove studenti, manager professionisti ed esperti possono: - disporre dei materiali prodotti da docenti e professionisti; - ascoltare video-lezioni con autovalutazioni; - svolgere varie attività (esercitazioni, case study, gaming…) con colleghi e docenti; - sviluppare abilità e competenze.

XLIX Congress of the Physical Chemistry Division of the Società Chimica Italiana, Torino 4-7 September 2023

The 49th National Congress of Physical Chemistry (XLIX CNCF, Turin 2023) is promoted by the Physical Chemistry Division of the Società Chimica Italiana.  The Conference, organized by the Physical Chemists of the University of Turin, will be hosted by the Department of Molecular Biotechnology and Health Sciences. The aim of the conference is to show how the physical-chemical approach, based on a multi-scale view of matter, offers fundamental contributions, through experimental, theoretical and computer modeling methodologies, in fields ranging from astrochemistry, biochemistry, catalysis, soft-matter to materials science (to name but a few).  The scientific program is divided into six (T)hematic sessions, introduced by plenary lectures by researchers who will demonstrate the synergy between experimental and theoretical methods in understanding the fundamental mechanisms of chemistry: T1. Physical chemistry of materials (Ulrike DIEBOLD) T2. Physical chemistry of soft matter and life science (Benedetta MENNUCCI) T3. Physical Chemistry of energy production and storage (Danilo DINI) T4. Theoretical and computational chemistry (Alexandre TKATCHENKO) T5. Physical Chemistry approach to catalysis (Ainara NOVA) T6. Reactive processes in gas, liquid and solid phases (Nadia BALUCANI)

Six selected Master’s theses by College of Europe students

The issue, which comes at the initiative of Professor Umberto Morelli, is both a tribute to the close collaboration between the University of Turin and the College, and the fruit of much innovative work by the students of Natolin. The theses presented here were submitted in the academic year 2018-2019 of the Master of Arts in European Interdisciplinary Studies. They cover a wide range of topics, from the place of identity in Danish EU integration debates (Miro Folke Guzzini), to the importance of a strategy for culture in EU external relations (Merle Lioba Andraschko), to the impact of disinformation in our societies (Louis Obry), to the perception of Kosovo by external actors (Ela Brglez), to the EU’s involvement in contested states such as Kosovo and Palestine (Hristiyana Stoyanova) and to the EU’s security actorness in the Ukraine crisis (Mallory Tamain).

Canarie

Questa scheda analizza il territorio delle Canarie ed è parte di Europa d’Oltremare: un Atlante delle culture, realizzato da Arcipelago Europa – Centro di ricerca su Culture, Società e Ambienti nell'Europa d’Oltremare. Europa d’Oltremare: un Atlante delle culture è un progetto di pubblicazione che mira a diffondere la conoscenza degli Oltremare europei ponendo attenzione alle relazioni sociali e agli ambienti, alle peculiarità linguistiche, culturali e istituzionali, alle relazioni interetniche e alle diseguaglianze socioeconomiche, alle forme di autonomia e alle rivendicazioni di sovranità. Si tratta di un atlante socioculturale composto di schede dedicate ai singoli Paesi e Territori d’Oltremare (PTOM) e Regioni Ultraperiferiche (RUP) dell’Unione europea. Le schede sono curate da Arcipelago Europa in collaborazione con docenti, ricercatori, ricercatrici, specialisti e specialiste degli e dagli Oltremare. Nell'ordinamento dell’Unione europea i Paesi e Territori d’Oltremare (PTOM) sono isole associate all'UE in virtù della relazione speciale che intrattengono con uno degli Stati membri (Francia, Danimarca, Regno dei Paesi Bassi). Seppur non indipendenti, i PTOM sono dotati di peculiari forme di autonomia nei confronti degli Stati a cui sono legati. Essi non fanno parte del territorio dell’UE, ma i loro abitanti sono cittadini europei e partecipano alle elezioni europee. Le Regioni Ultraperiferiche (RUP), invece, fanno parte dell’UE, in quanto parte integrante del territorio di uno degli Stati membri (Spagna, Portogallo, Francia). Vi si applicano pienamente il diritto nazionale e quello comunitario.

Madera

Questa scheda analizza il territorio di Madera ed è parte di Europa d’Oltremare: un Atlante delle culture, realizzato da Arcipelago Europa – Centro di ricerca su Culture, Società e Ambienti nell’Europa d’Oltremare. Europa d’Oltremare: un Atlante delle culture è un progetto di pubblicazione che mira a diffondere la conoscenza degli Oltremare europei ponendo attenzione alle relazioni sociali e agli ambienti, alle peculiarità linguistiche, culturali e istituzionali, alle relazioni interetniche e alle diseguaglianze socioeconomiche, alle forme di autonomia e alle rivendicazioni di sovranità. Si tratta di un atlante socioculturale composto di schede dedicate ai singoli Paesi e Territori d’Oltremare (PTOM) e Regioni Ultraperiferiche (RUP) dell’Unione europea. Le schede sono curate da Arcipelago Europa in collaborazione con docenti, ricercatori, ricercatrici, specialisti e specialiste degli e dagli Oltremare. Nell’ordinamento dell’Unione europea i Paesi e Territori d’Oltremare (PTOM) sono isole associate all’UE in virtù della relazione speciale che intrattengono con uno degli Stati membri (Francia, Danimarca, Regno dei Paesi Bassi). Seppur non indipendenti, i PTOM sono dotati di peculiari forme di autonomia nei confronti degli Stati a cui sono legati. Essi non fanno parte del territorio dell’UE, ma i loro abitanti sono cittadini europei e partecipano alle elezioni europee. Le Regioni Ultraperiferiche (RUP), invece, fanno parte dell’UE, in quanto parte integrante del territorio di uno degli Stati membri (Spagna, Portogallo, Francia). Vi si applicano pienamente il diritto nazionale e quello comunitario.