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Dieci anni di REMS Un’analisi interdisciplinare
Il volume trae spunto dall’analisi dell’impatto della L. 81/2014 per proporre una riflessione più ampia sull’attuale configurazione del sistema delle misure di sicurezza personali. Come noto, la riforma del 2014 ha previsto – fra le altre misure – la definitiva chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari a favore di un articolato sistema territoriale che vede nell’internamento del reo non imputabile, o con imputabilità diminuita, all’interno delle nuove Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) l’extrema ratio, laddove la pericolosità sociale dell’autore del reato non consenta l’applicazione di una misura non custodiale. In una prospettiva multidisciplinare, il volume, articolato in quattro sezioni, affronta le diverse questioni che hanno accompagnato l’entrata in vigore e l’applicazione della riforma. Nella prima (le persone) sono analizzate le caratteristiche principali dei soggetti che transitano all’interno del sistema delle misure di sicurezza penali, ed in particolare delle REMS. Nella seconda sezione (i luoghi) è affrontata la materiale organizzazione delle REMS in rapporto agli obiettivi di cura che tale istituzione si prefigge. Nella terza parte (i percorsi), l’analisi si sposta sul terreno dei tragitti – formalmente previsti e concretamente attuati – nell’ambito del sistema delle misure di sicurezza. La quarta e ultima sezione (i contesti) muove lo sguardo oltreconfine adottando una dimensione comparatista. In questo caso, la riflessione si spinge a riflettere sul quadro sovranazionale del rapporto tra esigenze di difesa sociale e tutela dei diritti fondamentali dei soggetti psichiatrici autori di reato per approfondire l’indagine sul terreno delle norme e pratiche europee in materia di sorveglianza e cura del «folle reo».
Una proposta metodologica per ideare percorsi di turismo sostenibile I project work del Corso di Eco-Management del Turismo dell’A.A. 2020-2021
Il Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino, dall’Anno Accademico 2017-2018, ha inserito nella propria offerta formativa il corso di Eco-Management del Turismo. Esso contribuisce alla formazione di professionisti capaci di inserirsi nel settore turistico e di elaborare risposte alle mutevoli richieste che emergono dal settore. A tale scopo, il percorso formativo è stato indirizzato verso i principi del Turismo Sostenibile e dell’Economia del Gusto. La metodologia di insegnamento adottata nel corso affianca alle tradizionali lezioni frontali delle attività di cooperative learning ovvero i project work che permettono agli studenti di sviluppare le proprie soft skills, misurandosi con problematiche reali e ponendosi in rapporto con gli stakeholder.
Nell`A.A. 2020-2021, abbiamo constatato un crescente interesse degli Studenti verso il corso di Eco-Management del Turismo e le attività di project work. La diffusione della pandemia ci ha indotto a riformulare le modalità operative, per contemperare le modalità dell’attività didattica con le disposizioni in vigore per contrastare la pandemia, vista la diffusione dello smart working e le limitazioni alla mobilità o all’accesso nei luoghi di lavoro. Definite in dettaglio le idee progettuali cioè la presentazione di vari contesti e l’assegnazione di obiettivi, si è stabilito che fossero gli studenti ad individuare gli stakeholder, locali o no, da coinvolgere per raggiungere il risultato desiderato, impiegando gli strumenti dello smart working, diventati nel frattempo usuali.
Al termine del corso, abbiamo constatato che i team di studenti avevano raggiunto gli obiettivi assegnati ed in taluni casi avevano superato le aspettative. In generale, abbiamo apprezzato i contenuti e le soluzioni espositive adottate, al punto da proporre agli Studenti di pubblicare i lavori, sia per ricordare un anno atipico che per evidenziare come la reazione a difficoltà oggettive sia stata trasformata in un’opportunità per compiere un eccellente lavoro. Il volume, edito dall`Universitá degli Studi di Torino ed intitolato “Una proposta metodologica per ideare percorsi di turismo sostenibile. I project work del corso di Eco Management del Turismo A.A. 2020/2021” inaugura la Collana “Percorsi di turismo sostenibile”.
L’européanisation des successions transfrontalières Le dépassement de l’ordre public et les atouts du certificat successoral européen
Il Regolamento (UE) n° 650/2012 del 4 luglio 2012, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni, all’accettazione degli atti pubblici in materia di successioni e alla creazione di un certificato successorio europeo, ha comportato una vera e propria rivoluzione in tale settore. Storicamente, infatti, le successioni internazionali hanno spesso dato origine a molteplici difficoltà e divergenze tra gli ordinamenti giuridici, alcuni dei quali fondati sul principio dell’unità della massa successoria, altri invece favorevoli all’opposto sistema scissionistico. Simili differenze sono risultate particolarmente evidenti a livello dell’Unione europea, ove la necessità di garantire il corretto esercizio della libera circolazione delle persone ha reso indispensabile una riforma comune del diritto internazionale privato successorio. Gli obiettivi perseguiti da questo nuovo strumento sono pertanto molteplici e diversi: dall’unificazione dei criteri di collegamento tanto per la competenza quanto per la legge applicabile, alla validità della professio juris e delle disposizioni mortis causa, fino al riconoscimento delle decisioni e degli atti pubblici in materia successoria, per giungere infine alla creazione di un certificato successorio comune. La regolamentazione delle successioni internazionali europee giunge così alla tanto attesa armonizzazione, garantendo in tal modo una tutela più rapida, efficace ed uniforme dei diritti successori.
Sennonché, il Regolamento n° 650/2012 parrebbe andare oltre la sola armonizzazione delle norme di conflitto. Invero, dalla sua analisi emergerebbe un obiettivo ulteriore, ben più ambizioso e per alcuni forse addirittura utopistico: la convergenza dei diritti nazionali. In tale prospettiva il legislatore europeo sarebbe infatti intervenuto mediante due distinti mezzi: da un lato uno strumento di diritto internazionale privato “tradizionale” ed irrinunciabile quale l’ordine pubblico, da interpretarsi in chiave “europea”; dall’altro lato un istituto di diritto materiale, nuovo ed unico per tutti gli Stati membri costituito dal certificato successorio europeo.
Ne deriverebbe così un’azione ben più estesa del Regolamento del 4 luglio 2012, non limitata al solo piano del puro diritto internazionale privato, bensì anche alla sua sfera – oggi ancora meno esplorata – del diritto internazionale privato materiale, contribuendo così ad un progressivo avvicinamento tra i singoli ordinamenti nazionali. Tale chiave di lettura, seppur giudicabile da alcuni come eccessivamente ottimistica, consentirebbe nondimeno di attribuire a tale strumento un tentativo di svolta nello storico progetto d’integrazione europea, in vista di un sempre più auspicabile e necessario sviluppo efficace e duraturo di uno spazio comune di giustizia, di libertà e di sicurezza in seno all’Unione.
La riforma degli artt. 9 e 41 della Costituzione e le sue implicazioni: un primo confronto Atti del seminario svoltosi a Cuneo il 29 aprile 2022
Nei contributi raccolti nel presente volume – frutto del Seminario svoltosi nella sede di Cuneo del Dipartimento di Giurisprudenza il 29 aprile 2022 – si propone una prima riflessione sulla natura e sulle implicazioni dell’intervento di riforma degli articoli 9 e 41 della Costituzione approvato con la legge di revisione costituzionale n. 1 del 2022.
La scelta di accogliere in termini espliciti l’ambiente (insieme agli ecosistemi e alla biodiversità) tra i beni meritevoli di una specifica tutela da parte della Repubblica, così come quella di introdurre una prima apertura ad un orizzonte temporale intergenerazionale, riferendo tale tutela anche ad un interesse delle generazioni future, così come, ancora, il richiamo ad istanze di tutela proprie anche degli animali, costituiscono elementi nel loro insieme riconducibili – anche al di là del contesto italiano – a tratti emergenti e peculiari del costituzionalismo del tempo presente.
Confrontarsi con una riforma costituzionale appena approvata, tanto più in quanto modificativa del contenuto di disposizioni collocate tra i principi fondamentali dell’ordinamento repubblicano, risulta ad un tempo necessario ed urgente, così come impegnativo e complesso.
La scelta è stata dunque quella di delineare, nelle riflessioni e nelle analisi proposte, una pluralità di prospettive e di approcci alle questioni giuridiche connesse a tale intervento di revisione: gli approcci della dottrina giuridica e quelli della Magistratura e dell’Avvocatura; la riflessione sui presupposti e sulle finalità dell’intervento, così come quella sulle sue ricadute applicative; l’individuazione degli elementi di novità introdotti nel quadro normativo costituzionale, così come di quelli di consolidamento e di continuità rispetto alle coordinate già ravvisabili come proprie di un “diritto costituzionale dell’ambiente”; la valutazione delle potenzialità e allo stesso tempo delle criticità e dei limiti della riforma costituzionale approvata.
Una riflessione condotta nella consapevolezza che è propriamente nella varietà e complessità di tali prospettive ed approcci e nel confronto su di essi sia all’interno della comunità scientifica, che con gli operatori delle professioni giuridiche che – non da ultimo – con la comunità dei cittadini, ciascuno richiamato al proprio ordine di responsabilità, che le rinnovate disposizioni costituzionali troveranno ed esprimeranno il proprio senso e il proprio segno.
Tra emergenza, eccezione e precauzione: diritti e doveri di cittadinanza di fronte alla pandemia Covid-19
Il volume rappresenta il frutto di riflessioni sviluppate nel corso dell’edizione 2020 della Scuola di Cittadinanza Torino-Cuneo 2020, iniziativa di terza missione organizzata dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino. Obiettivo della Scuola è stimolare la riflessione e favorire la consapevolezza diffusa intorno ad alcune grandi problematiche collegate ai diritti e ai doveri di cittadinanza, sanciti dalla Costituzione italiana e dai documenti costituzionali sovranazionali. Destinatari di tale iniziativa sono stati quindi tutti i cittadini interessati a condividere un’occasione di confronto su tali problematiche.
La copertina di questo volume evoca una rete di fili d’oro. Il richiamo è a una antica tecnica artistica giapponese - chiamata Kintsugi (金継ぎ) - che, di fronte a un vaso di porcellana ridotto in frammenti, suggerisce una ricomposizione dell’artefatto attraverso l’impiego di filamenti d’oro. Una tecnica che, al di là della dimensione estetica, risulta evocativa di tante cose: in primis, se qualcosa di prezioso si è rotto occorre impegnarsi per ricomporlo nel migliore dei modi, anche inventando strumenti e tecniche nuove. Ciò che viene ricomposto dopo una frattura può essere qualcosa di diverso e di nuovo, ma di altrettanto bello e prezioso.
Ora, dinanzi alla pandemia Covid-19 la nostra quotidianità è stata attraversata da una frattura. Eppure, d’altra parte, il diritto è per sua natura chiamato a strutturare e a ri-comporre la comunità di persone cui si rivolge, plasmandone le regole di convivenza; in questo frangente specifico, il diritto - in tutte le sue branche - deve fornire delle risposte a istanze in larga parte nuove, oltre che impreviste e, in alcuni casi, di urgenza drammatica.
Su tali questioni si soffermeranno dunque le riflessioni svolte negli interventi raccolti in questo lavoro, a partire da alcuni contributi introduttivi e ricostruttivi di carattere più generale (sezione prima), per svilupparsi poi in un confronto a più voci, con l’apporto di una pluralità di punti di vista e di esperienze, legate alle diverse branche del diritto (sezione seconda), senza trascurare la voce ed il punto di vista degli studenti, che hanno vissuto e stanno vivendo un’esperienza formativa anch’essa da tali vicende e problematiche profondamente segnata.
Individuo e collettività: tra autonomia e responsabilità
Questa pubblicazione rappresenta la terza tappa di un percorso di riflessione sui diritti e i doveri di cittadinanza, elaborato a partire dalle lezioni della Scuola di Cittadinanza, iniziativa di terza missione organizzata dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino, nelle sedi di Torino e Cuneo, a partire dal 2018.
A differenza delle due precedenti edizioni delle Lezioni della Scuola, inevitabilmente segnate dall’esigenza del confronto con la situazione di emergenza legata alla pandemia Covid-19, l’edizione del 2022 è stata immaginata come l’occasione per un ritorno alla “fisiologia” del dibattito pubblico in tema di diritti e doveri di cittadinanza: un confronto “fuori dall’emergenza”, dedicato al problematico rapporto tra individuo e collettività, alla luce dei principi di autonomia e responsabilità, declinato in relazione a diversi profili legati appunto ai diritti e ai doveri fondamentali. Dal problema dell’esposizione dei simboli religiosi nelle scuole a quello del rapporto tra individui e collettività nelle istituzioni politiche rappresentative; alla questione dei doveri di solidarietà in materia fiscale; a quella dei presupposti di politica del diritto alla base delle scelte in materia di responsabilità penale, nella dialettica tra liberalismo e “paternalismo”; ad una riflessione sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con particolare riferimento ai profili della digitalizzazione e della transizione ecologica; alla tematica dei fattori ESG in relazione alla responsabilità sociale e ambientale delle imprese; a quella degli equilibri tra solidarietà sociale e libertà individuale in riferimento agli obblighi vaccinali. Quanto agli aspetti più strettamente legati al mondo dell’istruzione (sempre oggetto di particolare attenzione nella Scuola di Cittadinanza), si propone una riflessione sulle “soft skills” nei percorsi formativi scolastici e sul tema delle competenze relazionali, nonché sul recente inserimento tra i principi fondamentali della Costituzione dell’”interesse delle generazioni future” e sulle sue ricadute sull’istruzione scolastica.
Nell’ultima parte del Volume sono poi raccolti gli interventi di una tavola rotonda conclusiva sul tema del ritorno della guerra in Europa, con particolare riferimento alle “sfide” ed alle responsabilità connesse per il mondo dell’istruzione e della comunicazione, che la Scuola ha ritenuto necessario organizzare a seguito dello scoppio del conflitto russo-ucraino. Il filo conduttore di tali interventi (e l’obiettivo della stessa tavola rotonda) consiste nel richiamo alla necessità di mantenere un approccio di riflessione critica ed aperta – anche in un contesto in cui la drammaticità delle condizioni impone la nettezza delle posizioni e delle attribuzioni di responsabilità –, nella convinzione che la repulsione rispetto all’idea per cui possa essere la guerra a tornare a ridefinire i confini dell’Europa debba essere anche repulsione rispetto all’idea per cui la guerra stessa possa arrivare a ridefinire i nostri “confini etici”.
Colombian Draft Project on Private International Law
The Project on Private International Law for Colombia, elaborated by the Istituto Antioqueño de Derecio Internacional Privado (IADIP Draft Law – PGLPIL), presents an opportunity for everyone interested in Private International Law to have a holistic view into the subject. The book brings together a team of international experts in the area covering different perspectives. It presents an excellent mapping of how Colombia can build a strong synergy with the comity of nations in its international affairs and to better ‘communicate’ with other national legal systems.
Le regole dei mercanti Introduzione al diritto commerciale
In questo libro si è cercato di delineare per sommi capi una storia del diritto commerciale dall'antica Grecia ai giorni nostri, procedendo per tematiche selezionate e per forza di cose non esaustive. Si sono seguiti in particolare alcuni filoni, come quello della considerazione sociale del mercante nei secoli, della nascita ed evoluzione della responsabilità limitata, del diritto commerciale inteso come disciplina di studi. Nel discorso giuridico si sono inseriti aspetti interdisciplinari, per renderlo meno arido e meglio motivare i cambiamenti.
Maschilità e questioni politiche in Italia. Etnografia comparata su due forme di associazionismo maschile
This thesis displays an ethnographic research aimed at the exploration of the «politics of masculinity», which represent a phenomenon of «mobilizations and struggles where the meaning of masculine gender is at issue, and, with it, men’s position in gender relations» (Connell, 1996, 205). Given the shortage of academic and public debate, which historically concerns the themes of masculinity, the research focuses on the concept of crisis and its spread. In addition to its contribution to the growth of media interest and to the development of men’s studies in recent years, this notion has fostered the diffusion of the male voice in the shape of specific associations. This thesis takes into account two Italian experiences that are significant for their theoretical contrast about men’s studies. Bounded up with the social constructionism, Maschile in gioco (Rome) is a group that practises self-consciousness and belongs to the network of Maschile Plurale association, whereas Campo maschile (Brescia) is configured as a project in continuity with the Maschi Selvatici association and with its typically «essentialist» positions. From a methodological point of view, the participant observation – a functional technique for the investigation of form and content of the two case studies – is accompanied by the technique of «focused interview». These qualitative techniques are useful for studying experiences of which literature has already highlighted the contrast in terms of discursive repertoires: in the first case they are aimed at the deconstruction of masculinity, in the second at its reconstruction. However, by enhancing the «continuity» between content and form, the research lays particular stress on a common – even though oriented towards opposite directions – work, which involves the two case studies as all-male socialization agencies. In the end, the research emphasizes the recurrence of a model of masculinity close to intimacy – not far from the concept of «caring masculinities» (Elliott, 2015) – which unites the two case studies and is able, perhaps, to challenge the deep-rooted patriarchal system of our society.
Cambiamenti climatici, innevamento programmato e impatto ambientale. La gestione sostenibile delle piste da sci piemontesi
"Cambiamenti climatici, innevamento programmato e impatto ambientale: La Gestione sostenibile delle piste da sci piemontesi” è il frutto di attività compiute attraverso una Convenzione di Ricerca stipulata tra l’ARPIET - Associazione Regionale Esercenti Impianti Trasporto a Fune in concessione, (Associazione di categoria costituita presso l’Unione Industriale di Torino), e l’Università degli Studi di Torino, Centro Interdipartimentale sui Rischi Naturali in Ambiente Montano e Collinare - NatRisk ed il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari.
Gli obiettivi della Convenzione, approvata nel 2020 ed estesasi con le attività fino al terzo trimestre del 2021, sono stati:
- la collaborazione finalizzata alla realizzazione della Ricerca che analizza le attuali tecnologie per la preparazione delle piste, considerando gli impatti ambientali e compiendo un’analisi sulla sostenibilità delle stazioni sciistiche;
- la collaborazione finalizzata alla condivisione dei dati relativi ai sistemi di monitoraggio delle condizioni delle piste ed alle misure adottate per la prevenzione di eventi derivanti dai rischi naturali, nell’ambito del progetto Inte.Ri.M. - The Internet of Things for Natural Risk Management - Inte.Ri.M.
Il dibattito attuale sul ruolo delle stazioni sciistiche nel quadro di un’offerta turistica regionale e delle sollecitazioni derivanti dai cambiamenti climatici è molto vivace e rilevante anche dal punto di vista scientifico. Per dare piena attuazione agli obiettivi della Convenzione e per fornire elementi al dibattito, gli Autori rendono disponibile la versione integrale del Rapporto di Ricerca.