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Lezioni di Teoria dei numeri (1916-17)
Se esiste un testo didattico da cui emergano le doti di insegnante e di oratore di Guido Fubini e la 'freschezza' del suo ingegno, ovvero la capacità di cogliere le linee di ricerca più promettenti, di acquisirle rapidamente e di saperle trasmettere nei suoi corsi, questo è il manoscritto litografato di Lezioni di Teoria dei numeri. Nel secondo semestre dell'a.a. 1916-17, in un'Università svuotata dalla guerra ed a poca distanza dalla scomparsa di R. Dedekind, Fubini sceglieva di presentare a un gruppo di allievi, quasi digiuni di algebra astratta, la teoria degli ideali, per poi avviarli allo studio delle forme quadratiche, degli interi algebrici di un campo, degli ideali di un anello, dei campi quadratici e ciclotomici, della geometria dei numeri. Allievo di Luigi Bianchi a Pisa, Fubini aveva forse ereditato dal suo maestro l'interesse per questi ambiti di ricerca e seppe costruire a Torino un corso di teoria dei numeri dall'architettura tanto originale quanto complessa, approdando a una sintesi armonica di due tradizioni di pensiero distinte: quella italiana e quella tedesca. Lezioni ricche, suggestive, quelle di Fubini, che dimostrano l'ampiezza di orizzonti culturali, il rigore metodologico, la precisione e chiarezza espositiva di questo illustre matematico e che costituiscono un documento di notevole valore nel quadro della storia degli insegnamenti scientifici offerti dall'Ateneo torinese nel primo Novecento.
Fenomeni migratori, famiglie cross border e questioni di diritto successorio. Una prospettiva di genere
L’opera raccoglie i testi delle relazioni svolte nel corso del Convegno, da cui il volume stesso prende il nome, tenutosi presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino l’11 aprile 2024, e che ha visto confrontarsi numerosi studiosi e studiose, appartenenti a diversi settori scientifico-disciplinari, su un tema di grande attualità, quale è la rilevanza giuridica dei fenomeni migratori negli ordinamenti nazionali.
Famiglie transfrontaliere: regimi patrimoniali e successori
L'opera raccoglie gli atti di un Convegno tenutosi l'8 novembre 2019 presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Torino, dedicato all'impatto per le famiglie transfrontaliere dell'entrata in vigore dei Regolamenti UE n. 1103 e 1104 del 2016 rispettivamente in materia di regimi patrimoniali tra coniugi e di effetti patrimoniali delle unioni registrate, e del Regolamento UE n. 650 del 2012 sulle successioni internazionali.
Lo spirito del diritto ecclesiale. Scritti scelti di Rinaldo Bertolino
Il volume propone una raccolta di scritti scelti e significativi della produzione scientifica di Rinaldo Bertolino, per favorire una lettura più completa dell'opera del Maestro. Nei contributi raccolti, che spaziano dal diritto della Chiesa ai diritti degli ordinamenti statali, si esprime in maniera emblematica la sua peculiare visione del diritto, quale realtà che deve sempre tendere alla promozione dei valori più alti che attengono al bene materiale e spirituale della persona, e alla composizione armonica delle diverse esigenze di realizzazione autentica dell'umana esistenza.
Conflitto e Diritto. Una prospettiva interdisciplinare Atti del Seminario inaugurale del Dottorato in Diritti e Istituzioni dell’Università di Torino XXXVIII ciclo - svoltosi a Torino il 13 gennaio 2023
Il volume raccoglie gli atti del seminario inaugurale del Dottorato in Diritti e Istituzioni dell’Università di Torino – XXXVIII ciclo – svoltosi il 13 gennaio 2023. Il tema individuato dal Collegio docenti – Conflitto e Diritto – è stato proposto nella consapevolezza che ogni ramo della scienza giuridica pretende di dare forma a fenomeni sociali conflittuali. Nelle società pluraliste contemporanee, in particolare, al diritto è assegnato il compito di indicare gli strumenti idonei a governare il conflitto, ritenuto di per sé non solo inevitabile (in quanto caratteristica permanente e ineliminabile della convivenza umana), ma anche – se opportunamente regolato – fecondo e capace di sviluppare progresso. È stata peraltro adottata una prospettiva interdisciplinare, nella convinzione che l’apporto delle altre scienze sia indispensabile alla comprensione dei fenomeni sociali conflittuali: l’economia, l’antropologia, la psicanalisi, la filosofia politica, ma anche la letteratura e il diritto antico hanno fornito spunti di riflessione per le ricerche dei/delle nostri/e dottorandi/e.
Ilenia Massa Pinto è Professoressa ordinaria di diritto costituzionale presso l’Università di Torino, dove coordina anche il Dottorato in Diritti e Istituzioni. Oltre a numerosi saggi, ha scritto Costituzione e Fraternità. Una teoria della fraternità conflittuale: “come se” fossimo fratelli, Jovene, Napoli, 2011 e, con Mario Dogliani, Elementi di diritto costituzionale, Giappichelli, Torino, 2017.
Ilenia Massa Pinto è Professoressa ordinaria di diritto costituzionale presso l’Università di Torino, dove coordina anche il Dottorato in Diritti e Istituzioni. Oltre a numerosi saggi, ha scritto Costituzione e Fraternità. Una teoria della fraternità conflittuale: “come se” fossimo fratelli, Jovene, Napoli, 2011 e, con Mario Dogliani, Elementi di diritto costituzionale, Giappichelli, Torino, 2017.
L’istruttoria nel procedimento amministrativo Prospettive di acquisizione digitale della conoscenza
Da sempre, si è visto, l’attività conoscitiva è momento imprescindibile per l’esercizio delle funzioni della Repubblica, ma l’interesse scientifico per il tema si ritiene rinnovato in ragione degli strumenti tecnologici che modificano la capacità conoscitiva delle Istituzioni, poiché consentono un accesso al fatto capace di avvicinare alla comprensione della complessità informativa, con individuazione di relazioni tra una pluralità di fatti, che si presentano come nuove, precedentemente sconosciute, talvolta inattese. Seppur l’interesse scientifico verso l’attività conoscitiva della pubblica amministrazione è certo risalente (F. LEVI, 1967), esso riceve nuovo vigore dalle interazioni con le tecnologie, che consentono di valorizzare i fatti acquisiti e provati tanto da mezzi documentali quanto da presunzioni (relative) e da prove costituende, con un inevitabile ripensamento dello svolgersi delle attività proprie della fase istruttoria.
L’amministrazione pubblica con i big data: da Torino un dibattito sull’intelligenza artificiale
A maggio 2019, pareva pionieristico parlare di big data e di intelligenza artificiale come strumenti di lavoro per le pubbliche amministrazioni; non così a poco più di un anno di distanza, dimostrando la lungimiranza nel sapere vedere una pubblica amministrazione capace di cogliere le sfide che l’innovazione tecnologica stava ponendo.
Questo libro raccoglie prospettive inedite, nate dal dialogo tra studiosi del diritto pubblico e dell’informatica che, a rileggerlo oggi, mostra come il connubio tra questi due mondi scientifici sia imprescindibile per la ricerca del XXI secolo.
Anche il luogo in cui si tenne questo convegno non è irrilevante: Torino. Città che a breve accoglierà l’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale, a dimostrazione che l’interesse per il tema ha assunto nel corso del tempo una notevole attualità, anche fuori dall’Accademia.
L’idea è che la potenza del diritto è capace di interagire con gli strumenti dell’innovazione tecnologica (come l’intelligenza artificiale), non per bloccarne il suo avanzare, ma per legittimarlo verso prospettive compatibili con i diritti e i principi di una millenaria tradizione giuridica.
Il “sapere nuovo” che emerge dalla lettura di questo libro è dunque un sapere capace di orientare il lettore tra le potenzialità e le sfide che la società dell’informazione e della comunicazione offre e pone alle Istituzioni pubbliche, alle quali si chiede di sapersi adattare con sapienza e capacità in vista del miglior perseguimento del fine dell’interesse pubblico.
"En el centro de Europa están conspirando". Homenaje a Jorge Luis Borges
Trentadue anni dopo la pubblicazione di Los conjurados di Jorge Luis Borges, gli ispanisti svizzeri resero omaggio allo scrittore argentino in una delle sue 'patrie' d’adozione, Ginevra, con la fondazione della "Società Svizzera di Amici di Borges" e con la celebrazione del primo colloquio di questa società, al quale parteciparono professori di Zurigo, Ginevra, Neuchâtel e Berna. Questo volume contiene sette degli interventi presentati nel colloquio, i cui autori ci offrono nuovi dati intertestuali, di interpretazione e di ricezione di Borges, confermando e arricchendo così la già abbondantissima letteratura critica sull'opera del più grande degli scrittori senza Premio Nobel del XX secolo.
Chi è la madre? I criteri normativi per l’attribuzione della maternità
Il presente elaborato, che costituisce l’estratto di una più ampia tesi di dottorato, ha l’obiettivo di rispondere alla domanda di ricerca “Chi è la madre?” attraverso l’analisi dei tre criteri che possono giustificare l’attribuzione della maternità all’interno dell’ordinamento giuridico italiano: l’elemento biologico della gestazione e del parto, l’elemento intenzionale dato dalla volontà di essere e diventare madre e, infine, l’elemento genetico dato dalla contribuzione con il proprio gamete. Il lavoro di ricerca è partito dalla consapevolezza che è ormai pacificamente ammesso che possano giuridicamente coesistere più “maternità” in relazione alla stessa prole. Tuttavia, occorre chiedersi come – in caso di conflitto– tali maternità si pongano tra di loro e quindi quale prevalga. In ragione di ciò, è stato svolto anche un lavoro di comparazione tra i criteri sopracitati, al fine di comprendere se possa ritenersi esistente una sorta di ordine gerarchico tra i medesimi.
Dal punto di vista metodologico la ricerca ha considerato, anzitutto, il diritto positivo e il diritto vivente della filiazione. A tal fine, oltre alla giurisprudenza nazionale, grande attenzione è stata rivolta alle pronunce della Corte Europea dei Diritti Umani. La mappatura e l’analisi delle fonti ha poi superato, in taluni punti, i confini disciplinari del diritto civile della famiglia, estendendosi in particolare al diritto del lavoro, al fine di individuare le maternità protette nel settore giuslavoristico, ma, soprattutto, di rilevare, anche in tale ambito, i criteri per l’attribuzione della maternità legale. Ancora con riferimento alla metodologia, dunque, l’approccio alla ricerca è stato, per quanto possibile, interdisciplinare con riferimenti anche alla sociologia e agli studi di genere.