QUALI-DAD: A qualitative study of Italian academics’ distance teaching practices during the Covid-19 emergency and the meanings assigned to them

This report illustrates the findings of a qualitative study that explored Italian academics’ relationship with distance teaching during the Covid-19 pandemic emergency. Specifically, 18 focus groups with 4 to 8 participants each were held at several universities throughout the country, for a total of 98 participants. Two focus groups were held at each university, one with faculty members in the humanities, and one with faculty members in scientific disciplines. Participants were heterogeneous in terms of gender and career stage, and were selected at random from the CINECA lists. The focus groups took place online, and were video/audio recorded. The material thus collected was analyzed via a grounded and iterative coding process involving repeated rounds of data analysis and discussion among the researchers.

The analysis led to a number of interesting insights, which have been grouped under four main headings.

  1. A controversial question;
  2. Teaching in crisis;
  3. The rediscovery of teaching;
  4. Hopes and fears for the future.

Regionalismo differenziato e specialità regionale: problemi e prospettive Atti del IV Convegno annuale della rivista "Diritti regionali. Rivista di diritto delle autonomie territoriali"

L’ultimo biennio ha segnato nel nostro Paese, dopo i primi tentativi di attuazione risalenti al 2003, la decisa – e forse più convinta – ripresa del tema del regionalismo differenziato di cui all’art. 116, co. 3, Cost. Questo processo trova origine in un ‘clima culturale’ persistentemente influenzato da istanze di tipo autonomistico, nonché in quello che taluni hanno definito l’«uso congiunturale» dell’autonomia da parte delle forze politiche, strumentale alle rispettive convenienze politico-elettorali del momento. La differenziazione regionale ha suscitato sin da principio l’interesse della dottrina costituzionalistica, che si è interrogata sui suoi molti nodi problematici, riconducibili a due fondamentali questioni: la prima riguarda il modello di differenziazione delineato dall’art. 116, co. 3, Cost. e la necessità di inserirlo nel sistema di rapporti tra il livello di governo centrale e quelli periferici, oltre che il possibile grado di differenziazione all’interno di una Repubblica che è, e deve essere, «una e indivisibile». La seconda questione coinvolge il nodo delle risorse e degli equilibri della finanza pubblica, in relazione al quale si contrappongono due modelli di differenziazione regionale: meramente «organizzativa», da un lato, e «competitiva» dall’altro lato, il primo dei quali appare peraltro il solo compatibile con l’assetto costituzionale vigente. Il Volume raccoglie in particolare gli Atti del IV Convegno annuale della Rivista Diritti regionali. Rivista di diritto delle autonomie territoriali, svoltosi il 21 giugno 2019 presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino. Oltre alle cinque relazioni principali e all’intervento conclusivo, esso contiene gli scritti di studiosi di tutta Italia, aventi ad oggetto le seguenti macro-tematiche: “Federalismo asimmetrico e regionalismo differenziato”, “Gli ambiti materiali e i modelli della differenziazione regionale” e “Regionalismo differenziato, sistema finanziario e specialità regionale”. Il Volume intende presentarsi alla comunità scientifica come una ‘riflessione corale’ sul regionalismo differenziato.

Medical and Philosophical Perspectives on Illness and Disease in the Middle Ages

Nel Medioevo medici, filosofi e teologici intrecciarono una complessa e ricca trama di discorsi sul concetto di malattia. La malattia (infirmitas) era considerata la condizione normale di imperfezione esistenziale dell’homo viator, decaduto a causa del peccato e menomato nella sua integrità corporea. La lebbra, il vaiolo e la peste e le altre patologie collettive che flagellavano costantemente le società medievali stimolarono riflessioni sull’eziologia e sulla trasmissione delle epidemie. Nel solco dell’insegnamento galenico, la medicina medievale, araba e latina, approfondì lo studio delle febbri. Concetti fondamentali per la patologia medica (umori, humidum radicale e spiritus) vennero assimilati e riformulati in ambito filosofico e teologico. I dieci contributi raccolti in questo volume esplorano questa ricchezza di concetti e di temi attraverso l’approfondimento delle teorie e delle opere di alcuni medici, teologi e filosofi, noti e meno noti, attivi nella Cristianità latina, nell’Islam e nel mondo ebraico: da Agostino a ʿAlī ibn al-ʿAbbas al-Maǧūsī, da Avicenna a Costantino Africano, da Maimonide ad Alberto Magno, da Arnaldo da Villanova a Gentile da Foligno, da Enrico di Herford a Michele Savonarola. During the Middle Ages, physicians, philosophers, and theologians developed a complex and rich discourse on the concept of sickness. Illness (infirmitas) was perceived as the natural state of existential imperfection for homo viator, fallen due to sin and impaired in his bodily integrity. Leprosy, smallpox, plague and the other collective diseases that constantly plagued medieval societies prompted reflections on etiology and modes of transmission of epidemics. Building on Galenic teachings, medieval medicine – both Arabic and Latin – delved into the study of fevers. Key concepts in medical pathology, such as the humors, humidum radicale, and spiritus, were assimilated and reinterpreted within philosophical and theological frameworks. The ten contribution collected in this volume explore this rich array of concepts and themes by closely examining the theories and works of prominent and lesser-known figures in medicine, theology, and philosophy active across Latin Christendom, the Islamic context, and the Jewish world: from Augustine to ʿAlī ibn al-ʿAbbas al-Maǧūsī, from Avicenna to Constantine the African, from Maimonides to Albert the Great, from Arnau de Vilanova to Gentile da Foligno, from Henry of Herford to Michele Savonarola.

Abstract dei contributi presentati al XXXI Congresso Nazionale AIP sezione Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione

Questo volume contiene gli abstract dei contributi presentati al XXXI Congresso Nazionale della Sezione AIP di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione tenutosi presso l’Università di Torino dal 17 al 19 settembre 2018. Sintetizzare in poche parole l’esperienza del convegno è difficile, perché è stato ricchissimo di partecipazione e interesse, come gli abstract raccolti in questo volume dimostrano. Il convegno ha visto la presentazione di 238 contributi, in 37 Simposi e 11 sessioni poster. Silvia Bonino ha introdotto i lavori, richiamando nel suo intervento il significato e anche la responsabilità sociale della Psicologia dello sviluppo e dell’educazione. Le Lezioni Magistrali hanno toccato due elementi cruciali per la ricerca attuale: il contributo delle conoscenze neuroscientifiche alla conoscenza dello sviluppo e all’intervento educativo (Gaia Scerif), e l’approccio teorico della teoria dei sistemi dinamici per la comprensione dello sviluppo (Paul van Geert). La post-conference tenutasi nel pomeriggio del 19 settembre ha aperto il dibattito, anche all’interno della Psicologia, sul significato della continuità educativa per i servizi 0-6 anni, che il legislatore ha recentemente introdotto nel nostro paese. L’intervento introduttivo di Michel Vandenbroeck ha inquadrato la tematica in una prospettiva europea, sollecitando la riflessione e il dibattito sulla relazione tra conoscenza scientifica e complessità dell’implementazione delle conoscenze nella concreta realtà dei servizi. La partecipazione è stata ampia al di là delle aspettative, non solo di psicologi, ma anche di educatori, insegnanti e pedagogisti, attivamente impegnati nella realtà dei servizi educativi. Alla post-conference è seguita la giornata organizzata dai giovani del gruppo e-care, con la partecipazione di 16 giovani ricercatori/trici e le lezioni magistrali di Massimiliano Pastore e Antonio Calcagnì. A tutti i partecipanti che hanno contribuito alla ricchezza di questo volume va il nostro ringraziamento. Confidiamo che gli abstract qui raccolti possano fornire uno spaccato fedele della ricerca in psicologia dello sviluppo e dell’educazione nel nostro paese, e che possano essere un utile strumento per la diffusione e l’arricchimento di questa ricerca, sollecitando future collaborazioni. Il Comitato Scientifico del XXXI Congresso AIP Sezione di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione

Atlante del Cibo di Torino Metropolitana. Rapporto 4

Il quarto Rapporto dell’Atlante del Cibo di Torino Metropolitana segue una struttura tematica frutto della sistematizzazione dei contributi pervenuti attraverso la call for paper, pensata per far emergere e condividere la conoscenza prodotta sul sistema del cibo che nutre Torino nelle sue molteplici dimensioni. Attraverso la call, lanciata nel 2021 e rivolta agli atenei, ai centri di ricerca pubblici e privati, agli enti pubblici, alle organizzazioni/associazioni del terzo settore e alle associazioni di categoria, sono stati raccolti 40 contributi, che confluiscono in sette sezioni tematiche, seguendo idealmente le fasi del sistema alimentare – incrociate con varie dimensioni e spazi del cibo - dalla produzione allo scarto, passando per le questioni legate alla salute e alle disuguaglianze.

Povertà alimentare a Torino. Analisi per pratiche trasformative delle disuguaglianze urbane

Il volume, edito nel 2025 dall’Università di Torino e curato da Veronica Allegretti e Alessia Toldo, analizza le molteplici dimensioni della povertà alimentare nel contesto urbano torinese, una delle forme più tangibili di disuguaglianza sociale. Il fenomeno viene letto alla luce delle recenti crisi socioeconomiche, in particolare la pandemia da Covid-19, che hanno aggravato condizioni di vulnerabilità preesistenti. Attraverso cinque contributi, il libro offre una prospettiva critica e multidisciplinare sulle politiche di contrasto alla povertà alimentare, sulle reti di solidarietà locali, sulle esperienze delle persone coinvolte e sulle criticità strutturali del welfare contemporaneo. Il cibo emerge come chiave interpretativa per comprendere processi di marginalizzazione, giustizia sociale e trasformazione delle politiche pubbliche in ambito urbano.

"Cicero digitalis". Actes du colloque – Atti del convegno édités par – a cura di Alice Borgna, Mélanie Lucciano

Il fascicolo V, 2, 2021 di Ciceroniana On Line ospita gli atti del Convegno internazionale svoltosi online a causa della pandemia il 25-26 febbraio 2021, organizzato e curato da A. Borgna e M. Lucciano e dedicato al tema Cicero Digitalis. Cicero and Roman Thought in The Age of Digital Humanities.

Ciceroniana on Line volume V, 2, 2021 publishes the proceedings of the international conference Cicero Digitalis. Cicero and Roman Thought in The Age of Digital Humanities. The conference was held online due to the pandemic on February 25.-26., 2021 and was organised by A. Borgna and M. Lucciano.

Multilinguisme et variétés linguistiques en Europe à l’aune de l’intelligence artificielle
Multilinguismo e variazioni linguistiche in Europa nell’era dell’intelligenza artificiale
Multilingualism and Language Varieties in Europe in the Age of Artificial Intelligence

Ce numéro spécial de la revue De Europa a été élaboré à partir d’une réflexion interdisciplinaire et multilingue qui a été menée dans le cadre d’une recherche sur les droits, le multilinguisme et les variétés linguistiques en Europe à l’aune de l’intelligence artificielle à l’intérieur du projet Artificial Intelligence for European Integration promu par le Centre d’études européennes To-EU de l’Université de Turin et cofinancé par la Commission de l’Union européenne. Notre propos était de réfléchir plus généralement sur les conséquences négatives et/ou positives de l’IA sur les variétés linguistiques et le multilinguisme, ce dernier étant une valeur de l’UE. Ce que nous proposons par ce numéro est un livre inédit qui peut se vanter d’être parmi les premiers à s’occuper de ce type de thématique, du moins en Europe. Il presente numero speciale di De Europa è il frutto di una riflessione interdisciplinare e multilingue maturata attorno a diversi eventi organizzati nell’ambito del panel concernente i diritti e le variazioni linguistiche in Europa nell’era dell’intelligenza artificiale all’interno del progetto Artificial Intelligence for European Integration, promosso dal Centro studi sull’Europa TO-EU dell’Università di Torino e cofinanziato dalla Commissione europea. L’interrogativo iniziale che abbiamo voluto sollevare è se l’IA potesse avere un impatto negativo sulle varietà linguistiche e sul multilinguismo, valore “aggiunto” dell’UE, o se potesse, e in che modo, divenire utile per la promozione di essi. Il volume, interamente inedito, può dirsi tra i primi ad affrontare, almeno in Europa, questo tipo di tematiche. This special issue of De Europa is the outcome of an interdisciplinary multilingual reflection carried out on research into linguistic rights, multilingualism and language varieties in Europe in the age of artificial intelligence. It is part of the Artificial Intelligence for European Integration project, promoted by the Centre of European Studies To-EU of the University of Turin and co-financed by the European Commission. Our aim was to investigate more generally the negative and/or positive outcomes of AI on language varieties and multilingualism, the latter a key value for the EU. The result is a volume of original unpublished research being made generally available for the first time, at least in Europe.

Invisible Bodies and Alternative Futures: Data, Embodiment, and Resistance in the Age of AI

In the age of digital technologies, the increasing integration of Artificial Intelligence and data-driven systems deeply impacts how body-subjects are categorized and controlled. This master’s thesis explores how datafication through Artificial Intelligence reshapes the constitution of subjectivity, which reduces its complex interplay of individual and structural identificatory layers to a fragmented, for machines processable pixelation. Particular attention is given to the digital and lived realities of marginalized groups, who are disproportionately affected by the reinforcement of existing societal structures of oppression. By drawing on feminist, post-humanist, and neo-materialist theories, it investigates the process of digital disembodiment and analyzes contemporary activistic projects as well as artistic works, in order to reveal how digital systems invisualize marginalized bodies while simultaneously surveilling and over-exposing them in controlled spaces. Consequently, the concept of digital disembodiment is critiqued not as a true separation of the body from digital environments but as a mechanism to manage and control these bodies. In the second part, the thesis highlights how activistic counter-movements act as re-embodiment practices with the aim of reclaiming agency and imagining alternative futures. These speculative practices, including Afrofuturism and queer disidentification, challenge normative identities and offer new perspectives. They ultimately are being used as the foundation for feminist art projects that envision new techno-imaginaries that transcend existing structures and advocate for a future in which technological innovation strengthens diversity and the redefinition of human embodiment.

CIRSDe. Un progetto che continua. Riflessioni e prospettive dopo 25 anni di studi di genere. Atti del Convegno

Giovedì 1 e venerdì 2 dicembre 2016, presso l'Aula Magna del Campus Luigi Einaudi e l'Aula 1 della Palazzina Einaudi, si è svolto il convegno dal titolo "CIRSDe. Un progetto che continua. Riflessioni e prospettive dopo 25 anni di studi di genere", il cui intento era quello di proporre un momento di riflessione sullo stato dell’arte dei Gender and Women’s Studies in chiave multidisciplinare e dialogica a 25 anni dalla nascita. Questo volume raccoglie i testi degli interventi suddivisi nelle quattro sessioni tematiche denominate TERRE, CORPI, LAVORO E POTERE. Nella sessione TERRE si sono intrecciati i cambiamenti climatici e il coltivare la terra con il complesso contesto delle migrazioni in terre diverse dai propri luoghi di nascita. La sessione CORPI ha dato voce alla rappresentazione corporea così come a quella antropologica e medica, fino al delicato dibattito della maternità surrogata/gestazione per altri. Il lavoro di donne e uomini, la conciliazione dei tempi, la sotto rappresentatività delle donne in ambiti lavorativi maschili e la triste attualità del lavoro precario è stato invece il tema portante della sessione LAVORO. La sessione POTERE ha trattato aspetti giuridici e politici, così come lo sconcertante problema della violenza di genere. L’intervento appassionato di Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati, attraversa le numerose criticità che le donne devono affrontare nel loro quotidiano: la violenza di genere (anche nel web), la conciliazione dei tempi, la difficoltà di avere riconosciuto il proprio ruolo nei diversi contesti di lavoro e di vita quotidiana, il mettere a fuoco che la maternità è strettamente correlata alla genitorialità.