Collane@UniTo offre una piattaforma per la pubblicazione online di Collane di Testi o singole monografie Open Access per i Dipartimenti o i Centri di Ricerca dell’Università di Torino.

  • alla collana può essere associato un numero di ISSN (International Serial Standard Number). L’assegnazione è divenuta a pagamento da qualche anno (intorno ai 30-50 euro), è sufficiente fare richiesta all’ufficio italiano ISSN, presso il CNR a Roma;
  • ogni volume può essere dotato di ISBN (International Standard Book Number), purché il frontespizio rechi la dicitura Università degli studi di Torino, che è il nostro marchio registrato. L’assegnazione è gratuita, OCCORRE COMPILARE CON ATTENZIONE IL FORM ONLINE
  • a ogni volume va associata la Licenza Creative Commons preferita (suggerita: CC BY);
  • il software utilizzato è Omeka, che viene illustrato agli interessati in una breve sessione informativa;
  • i volumi possono essere pubblicati a stampa in virtù di accordi con editori. Alcuni editori di Torino e di Milano hanno già avviato una fattiva collaborazione con l’Università di Torino.

Le redazioni o gli autori possono scaricare Come pubblicare su Collane@UniTo, con tutte le informazioni pratiche.

Chi fosse interessato al servizio può contattare openscience@unito.it.

Novità

Le tecnologie emergenti al servizio dell’insegnamento della matematica e della fisica nella società di oggi Atti del XII Convegno Nazionale di Didattica della Fisica e della Matematica DI.FI.MA. 2025

Il XII Convegno Nazionale di Didattica della Fisica e della Matematica, svoltosi a Torino dall'8 al 10 ottobre 2025, ha dedicato particolare attenzione al ruolo delle tecnologie emergenti — quali l'intelligenza artificiale, la realtà virtuale e aumentata, i visori immersivi e altri strumenti digitali innovativi — nei processi di insegnamento e apprendimento della matematica e della fisica.
Le attività scientifiche del Convegno hanno evidenziato prospettive di sviluppo e di innovazione per la progettazione di attività laboratoriali e percorsi didattici in ambito STEM e STEAM, con una particolare attenzione ai temi dell'inclusione e della riduzione delle disuguaglianze educative attraverso la didattica laboratoriale. Sono stati inoltre approfonditi approcci interdisciplinari e transdisciplinari, nonché metodologie riconducibili all'embodied cognition, supportate dall'impiego di tecnologie digitali.
Le sessioni plenarie hanno offerto occasioni di confronto su temi di particolare rilevanza per la ricerca e la pratica didattica. In particolare, il panel “Realtà aumentata e realtà virtuale nei laboratori di Matematica e Fisica” ha approfondito le potenzialità educative degli ambienti immersivi; le relazioni sul tema “Pensare (con) l'Intelligenza Artificiale: sfide per la didattica della Matematica e della Fisica” hanno stimolato una riflessione critica sulle opportunità e sulle implicazioni dell'intelligenza artificiale nei contesti educativi; infine, il contributo “Step into Math: Using Limbs and Technology to Explore Mathematical Meanings” ha esplorato il ruolo dell'interazione corporea mediata dalle tecnologie nella costruzione dei significati matematici.
1DI.FI.MA. 2025: Le tecnologie emergenti al servizio dell’insegnamento della Matematica e della Fisica nella società di oggi Il Convegno ha registrato la partecipazione di circa 300 persone, coinvolgendo docenti, ricercatori e insegnanti provenienti da diverse regioni italiane, con la presenza anche di scuole esterne al territorio piemontese.
Nel corso delle giornate sono state presentate 13 comunicazioni nell'ambito della Matematica, 15 nell'ambito della Fisica e 16 contributi interdisciplinari. Il programma ha inoltre previsto 30 workshop dedicati alla matematica, alla fisica e alle tematiche interdisciplinari, favorendo il confronto diretto tra ricerca educativa e pratica didattica.
Il Convegno si conferma un importante momento di riflessione, confronto e condivisione di esperienze rivolte all'intero percorso formativo, dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado. In tale prospettiva, la pubblicazione online degli Atti rappresenta uno strumento essenziale per valorizzare e diffondere presso una comunità ampia e diversificata la ricchezza delle esperienze, delle sperimentazioni e delle riflessioni presentate durante il Convegno.

Scuole scrittorie del Medioevo germanico. XXIV Seminario avanzato in Filologia germanica

Questo volume raccoglie le lezioni e le comunicazioni presentate nel corso del XXIV Seminario avanzato in Filologia germanica, intitolato Scuole scrittorie del Medioevo germanico, svoltosi a Torino, presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Torino, dal 16 al 18 settembre 2024. Docenti provenienti da Università italiane (Patrizia Lendinara, Palermo; Roberto Rosselli Del Turco, Torino; Raffaele Cioffi, Napoli Federico II; Alessandro Zironi, Alma Mater - Bologna; Carla Falluomini, Perugia; Andrea Meregalli, Milano; Massimiliano Bampi, Trento; Marina Buzzoni, Ca’ Foscari Venezia; Marialuisa Caparrini, Ferrara) e straniere (Natalie Van Deusen, Alberta; Kirsten Wolf, Wisconsin-Madison) hanno affrontato differenti aspetti dello sviluppo delle scuole scrittorie nel Medioevo germanico, dalle botteghe laiche della tarda antichità agli scriptoria episcopali, monastici e regi dell’alto e del basso Medioevo. Particolare attenzione è stata dedicata alla produzione manoscritta, allo sviluppo della scrittura e ad alcuni fra i centri scrittori più autorevoli e produttivi delle tradizioni gotiche, longobarde, inglesi, alto- e basco-tedesche, danesi, norvegesi e islandesi. Il volume intende offrire un quadro ampio e articolato delle pratiche di copia, conservazione e trasmissione del testo nelle diverse aree linguistiche e culturali del Medioevo germanico. Come da consuetudine, è stato dato spazio anche ai giovani studiosi, provenienti da varie università italiane e straniere, che hanno avuto la possibilità di presentare le proprie ricerche nella sessione “I giovani studiosi presentano le loro ricerche”. La realizzazione di questa iniziativa è stata resa possibile grazie ai relatori e ai partecipanti, che hanno contribuito alla vivacità del dibattito scientifico, e ai colleghi dell’Università di Torino, dell'Università di Perugia e dell’Università di Napoli Federico II, Roberto Rosselli Del Turco, Carla Falluomini e Raffaele Cioffi, che hanno collaborato all’organizzazione del Seminario. Un particolare ringraziamento va al Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Torino (StudiUm) e all’Associazione Italiana di Filologia Germanica, che hanno generosamente sostenuto anche questa edizione del Seminario.

Genitorialità e malattia oncologica: un’analisi qualitativa dei vissuti materni e delle strategie di coping

Il presente lavoro indaga l’impatto di una malattia oncologica sulla percezione di sé come genitore, sulla vita quotidiana e sulle dinamiche familiari, con particolare attenzione al vissuto di donne madri affette da tumore al seno o ovarico. Il quesito centrale che guida la ricerca è il seguente: come si ristruttura il ruolo materno quando la donna, tradizionalmente investita della funzione primaria di cura all’interno della famiglia, si confronta con una malattia potenzialmente invalidante come il cancro, che comporta trasformazioni radicali sia a livello corporeo sia psichico? L’obiettivo è comprendere le implicazioni sociali, emotive e relazionali della malattia oncologica, esplorando anche le strategie di coping, interne (risorse personali, resilienza, elaborazione del significato dell’esperienza) ed esterne (supporto familiare, reti amicali, aiuti istituzionali), adottate per fronteggiare le sfide poste dalla cronicità e dalla cura e le risorse personali e familiari delle donne affette da cancro che possono giocare un ruolo cruciale nell’affrontare questa condizione. Queste strategie emergono come dispositivi fondamentali per la gestione della quotidianità e per il mantenimento di una certa continuità nel ruolo genitoriale. Particolare attenzione è stata rivolta al tema della conciliazione tra lavoro e vita familiare, dimensione che si fa ancora più complessa quando entra in gioco la malattia, rendendo evidenti le tensioni tra aspettative sociali e limiti fisici ed emotivi. Per indagare tali fenomeni, è stato adottato un disegno metodologico qualitativo, basato sull’utilizzo di interviste semi-strutturate. Questo strumento ha consentito di raccogliere le narrazioni di 13 madri, residenti a Torino o nella provincia di Torino, affette da tumore al seno o ovarico, permettendo un’analisi approfondita delle dimensioni soggettive e simboliche dell’esperienza oncologica. Le interviste, flessibili nella struttura, hanno consentito di cogliere le specificità di ciascun vissuto, favorendo l’emersione di significati e pratiche altrimenti invisibili nei contesti clinici. Le aree indagate sono state molteplici e hanno riguardato la varietà di aspetti della vita delle pazienti oncologiche: le emozioni associate alla diagnosi, le trasformazioni identitarie, la relazione con i figli, il rapporto con il partner e le modalità di interazione con il sistema sanitario. In sintesi, lo studio mostra che la gestione della malattia oncologica all’interno della famiglia è un processo complesso che richiede un equilibrio tra risorse interne ed esterne. Le famiglie devono riorganizzare i loro ruoli quotidiani, cercare supporto esterno per alleggerire il carico economico e psicologico, e fare sacrifici sul piano lavorativo e pratico per rispondere alle esigenze di cura della paziente. Le risorse e le strategie messe in atto sono fondamentali per affrontare la difficoltà del percorso oncologico e per supportare la madre malata nel suo percorso di cura. I primi due capitoli dell’elaborato offrono un inquadramento teorico e bibliografico e presentano dati epidemiologici sul fenomeno oggetto di studio. Il terzo capitolo espone il metodo di ricerca e riporta i risultati delle analisi di interviste condotte con un gruppo di donne madri con neoplasie.

Clementina De Como, una sconosciuta femminista e testimone del Risorgimento

L'istitutrice Clementina De Como, nata a Bonnieux, in Provenza, nel 1803 e morta a Torino nel 1871, ci presenta, attraverso la sua autobiografia originale e pressoché sconosciuta, il suo percorso, prima come religiosa presso una congregazione in Francia, poi come donna libera in Italia. I due volumi, intitolati Émancipation de la femme, pubblicati in lingua francese a Torino, nel 1853, e ripubblicati in stampa anastatica nel 2009-2010, raccontano con molta chiarezza quale significato attribuisce la scrittrice al termine emancipazione. Infatti, anticipa di quasi un decennio le opere pionieristiche del femminismo francese, come La femme affranchie (1860) di Jenny d'Héricourt, e italiano, come «La donna» e i suoi rapporti sociali (1864) di Anna Maria Mozzoni, denunciando l'assenza di diritti delle donne e proponendo di migliorare la condizione femminile. Le sue memorie offrono anche una preziosa testimonianza dei rivolgimenti politici del XIX secolo, sia in Francia sia in Italia. In particolare, descrive eventi politici cruciali del Risorgimento, come le Cinque Giornate di Milano del 1848 da un punto di vista personale e originale.