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45th International Symposium on Archaeometry (ISA 2026) - Book of Abstracts
The 45th International Symposium on Archaeometry (ISA 2026) - Book of abstracts brings together the scientific contributions presented at the leading international forum dedicated to archaeometry. Held in Turin, Italy, from 18 to 22 May 2026, the symposium showcased the latest advances in the application of scientific methods to the study and interpretation of archaeological heritage. The volume reflects the multidisciplinary nature of archaeometry, featuring research on materials, technologies, dating methods, digital approaches, remote sensing, and analytical techniques applied across diverse geographical regions and historical periods. Collecting the work of researchers from institutions worldwide, this publication serves as a valuable reference for specialists and provides a comprehensive overview of current trends, innovative methodologies, and emerging perspectives in the field.
Atlante del Cibo di Torino Metropolitana. Un’analisi multiscalare del sistema del cibo entro e oltre i confini urbani. Rapporto V
Il quinto rapporto dell'Atlante del Cibo, da leggersi per intero o per singoli capitoli, cerca di contribuire a un'analisi sempre più completa del sistema del cibo di Torino e della Città Metropolitana, dalla produzione agricola al consumo di cibo. La principale novità di questo rapporto è il tentativo di un'analisi di dati in un'ottica più sistematicamente relazionale e multiscalare, basata sulla convinzione che l'analisi del sistema del cibo di una città non può limitarsi ai suoi confini amministrativi. Mentre le scale principali di analisi sono quella comunale e quella metropolitana, il rapporto per la prima volta guarda a dati come quelli di import ed export alimentare internazionale, ponendo così l'enfasi su prodotti importanti per Torino come il caffè ma anche le co-responsabilità per problematiche ecologiche e sociali globali che questo comporta. Ma si affrontano anche molti temi nella tradizione dei rapporti precedenti come la produzione agricola metropolitana, gli orti urbani, la povertà alimentare, il mercato di Porta Palazzo, la foodification, le relazioni del cibo con la crisi climatica, in particolare quello di origine animale e si propone una breve storia delle politiche locali del cibo alla scala urbana e metropolitana.
Towards a Genetic Transformation of Asylum? Legal Pathways and Community Sponsorship: Between Protection and Containment
This book collects the proceedings of the Final International Conference of the CoSME Project (National Project of Relevant National Interest PRIN 2022, “Towards a European Model of Community Sponsorship for Refugees: Access, Reception and Integration”), which was held at the University of Tuscia, Viterbo, Italy, on 24-25 November 2025. The CoSME Conference, entitled “Towards A Genetic Transformation of Asylum? Legal Pathways and Community Sponsorship: Between Protection and Containment”, hosted an interdisciplinary reflection on the development of community sponsorship as an increasingly significant - yet conceptually complex and multifaceted - instrument within contemporary refugee protection. The proceedings aim to widen the scope of engagement beyond scholarly debate, connecting normative analysis with institutional practice and public awareness. Overall, the contributions featured in this collection seek to advance reflection on what may be described as the ongoing transformation of asylum in Europe.
They approach community sponsorship not simply as a complementary admission channel, but as a privileged lens for observing broader processes of legal innovation, institutional reconfiguration, and normative contestation in the field of international protection. In doing so, they aim to shed light on the opportunities, tensions, and ambiguities that accompany attempts to reconcile solidarity, responsibility-sharing, and refugees’ protection within an increasingly fragmented European asylum framework.
Genere, corpo e sessualità. Esperienze di ricerca. Vol.1
Il volume nasce dall’esperienza didattica dell’insegnamento di Genere, corpo e sessualità nei corsi di laurea magistrale in Sociologia e Antropologia culturale ed etnologia dell’Università di Torino e raccoglie sette ricerche elaborate da studentə. Attraverso prospettive sociologiche e antropologiche, femministe, queer e intersezionali, i contributi analizzano la grassofobia, l’invecchiamento femminile, la cura estetica maschile, le scuole di seduzione, il doppio standard sessuale, la lap dance e la dominazione finanziaria nelle comunità BDSM online. Pur nella varietà degli oggetti e delle metodologie impiegate, le ricerche compongono una cartografia coerente delle norme che regolano corpi, generi, desideri e sessualità nelle società contemporanee. Il corpo emerge non come dato naturale, ma come spazio attraversato da dispositivi di potere, gerarchie morali, processi di classificazione e richieste di rispettabilità, salute, desiderabilità e prestazione. Al tempo stesso, i capitoli ne mostrano le possibilità di negoziazione, resistenza e trasformazione. Particolare attenzione è dedicata alla riflessività metodologica, al posizionamento di chi fa ricerca e alla produzione situata e incarnata della conoscenza. Il volume propone così la didattica come pratica di ricerca e l’indagine empirica come esercizio di denaturalizzazione dell’ovvio, capace di interrogare criticamente i confini tra normalità e devianza, legittimità e stigma, intimità e mercato.
Le tecnologie emergenti al servizio dell’insegnamento della matematica e della fisica nella società di oggi Atti del XII Convegno Nazionale di Didattica della Fisica e della Matematica DI.FI.MA. 2025
Il XII Convegno Nazionale di Didattica della Fisica e della Matematica, svoltosi a Torino dall'8 al 10 ottobre 2025, ha dedicato particolare attenzione al ruolo delle tecnologie emergenti — quali l'intelligenza artificiale, la realtà virtuale e aumentata, i visori immersivi e altri strumenti digitali innovativi — nei processi di insegnamento e apprendimento della matematica e della fisica.
Le attività scientifiche del Convegno hanno evidenziato prospettive di sviluppo e di innovazione per la progettazione di attività laboratoriali e percorsi didattici in ambito STEM e STEAM, con una particolare attenzione ai temi dell'inclusione e della riduzione delle disuguaglianze educative attraverso la didattica laboratoriale. Sono stati inoltre approfonditi approcci interdisciplinari e transdisciplinari, nonché metodologie riconducibili all'embodied cognition, supportate dall'impiego di tecnologie digitali.
Le sessioni plenarie hanno offerto occasioni di confronto su temi di particolare rilevanza per la ricerca e la pratica didattica. In particolare, il panel “Realtà aumentata e realtà virtuale nei laboratori di Matematica e Fisica” ha approfondito le potenzialità educative degli ambienti immersivi; le relazioni sul tema “Pensare (con) l'Intelligenza Artificiale: sfide per la didattica della Matematica e della Fisica” hanno stimolato una riflessione critica sulle opportunità e sulle implicazioni dell'intelligenza artificiale nei contesti educativi; infine, il contributo “Step into Math: Using Limbs and Technology to Explore Mathematical Meanings” ha esplorato il ruolo dell'interazione corporea mediata dalle tecnologie nella costruzione dei significati matematici.
1DI.FI.MA. 2025: Le tecnologie emergenti al servizio dell’insegnamento della Matematica e della Fisica nella società di oggi Il Convegno ha registrato la partecipazione di circa 300 persone, coinvolgendo docenti, ricercatori e insegnanti provenienti da diverse regioni italiane, con la presenza anche di scuole esterne al territorio piemontese.
Nel corso delle giornate sono state presentate 13 comunicazioni nell'ambito della Matematica, 15 nell'ambito della Fisica e 16 contributi interdisciplinari. Il programma ha inoltre previsto 30 workshop dedicati alla matematica, alla fisica e alle tematiche interdisciplinari, favorendo il confronto diretto tra ricerca educativa e pratica didattica.
Il Convegno si conferma un importante momento di riflessione, confronto e condivisione di esperienze rivolte all'intero percorso formativo, dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado. In tale prospettiva, la pubblicazione online degli Atti rappresenta uno strumento essenziale per valorizzare e diffondere presso una comunità ampia e diversificata la ricchezza delle esperienze, delle sperimentazioni e delle riflessioni presentate durante il Convegno.
Le attività scientifiche del Convegno hanno evidenziato prospettive di sviluppo e di innovazione per la progettazione di attività laboratoriali e percorsi didattici in ambito STEM e STEAM, con una particolare attenzione ai temi dell'inclusione e della riduzione delle disuguaglianze educative attraverso la didattica laboratoriale. Sono stati inoltre approfonditi approcci interdisciplinari e transdisciplinari, nonché metodologie riconducibili all'embodied cognition, supportate dall'impiego di tecnologie digitali.
Le sessioni plenarie hanno offerto occasioni di confronto su temi di particolare rilevanza per la ricerca e la pratica didattica. In particolare, il panel “Realtà aumentata e realtà virtuale nei laboratori di Matematica e Fisica” ha approfondito le potenzialità educative degli ambienti immersivi; le relazioni sul tema “Pensare (con) l'Intelligenza Artificiale: sfide per la didattica della Matematica e della Fisica” hanno stimolato una riflessione critica sulle opportunità e sulle implicazioni dell'intelligenza artificiale nei contesti educativi; infine, il contributo “Step into Math: Using Limbs and Technology to Explore Mathematical Meanings” ha esplorato il ruolo dell'interazione corporea mediata dalle tecnologie nella costruzione dei significati matematici.
1DI.FI.MA. 2025: Le tecnologie emergenti al servizio dell’insegnamento della Matematica e della Fisica nella società di oggi Il Convegno ha registrato la partecipazione di circa 300 persone, coinvolgendo docenti, ricercatori e insegnanti provenienti da diverse regioni italiane, con la presenza anche di scuole esterne al territorio piemontese.
Nel corso delle giornate sono state presentate 13 comunicazioni nell'ambito della Matematica, 15 nell'ambito della Fisica e 16 contributi interdisciplinari. Il programma ha inoltre previsto 30 workshop dedicati alla matematica, alla fisica e alle tematiche interdisciplinari, favorendo il confronto diretto tra ricerca educativa e pratica didattica.
Il Convegno si conferma un importante momento di riflessione, confronto e condivisione di esperienze rivolte all'intero percorso formativo, dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado. In tale prospettiva, la pubblicazione online degli Atti rappresenta uno strumento essenziale per valorizzare e diffondere presso una comunità ampia e diversificata la ricchezza delle esperienze, delle sperimentazioni e delle riflessioni presentate durante il Convegno.
Scuole scrittorie del Medioevo germanico
Questo volume raccoglie le lezioni e le comunicazioni presentate nel corso del XXIV Seminario avanzato in Filologia germanica, intitolato Scuole scrittorie del Medioevo germanico, svoltosi a Torino, presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Torino, dal 16 al 18 settembre 2024. Docenti provenienti da Università italiane (Patrizia Lendinara, Palermo; Roberto Rosselli Del Turco, Torino; Raffaele Cioffi, Napoli Federico II; Alessandro Zironi, Alma Mater - Bologna; Carla Falluomini, Perugia; Andrea Meregalli, Milano; Massimiliano Bampi, Trento; Marina Buzzoni, Ca’ Foscari Venezia; Marialuisa Caparrini, Ferrara) e straniere (Natalie Van Deusen, Alberta; Kirsten Wolf, Wisconsin-Madison) hanno affrontato differenti aspetti dello sviluppo delle scuole scrittorie nel Medioevo germanico, dalle botteghe laiche della tarda antichità agli scriptoria episcopali, monastici e regi dell’alto e del basso Medioevo. Particolare attenzione è stata dedicata alla produzione manoscritta, allo sviluppo della scrittura e ad alcuni fra i centri scrittori più autorevoli e produttivi delle tradizioni gotiche, longobarde, inglesi, alto- e basco-tedesche, danesi, norvegesi e islandesi. Il volume intende offrire un quadro ampio e articolato delle pratiche di copia, conservazione e trasmissione del testo nelle diverse aree linguistiche e culturali del Medioevo germanico. Come da consuetudine, è stato dato spazio anche ai giovani studiosi, provenienti da varie università italiane e straniere, che hanno avuto la possibilità di presentare le proprie ricerche nella sessione “I giovani studiosi presentano le loro ricerche”. La realizzazione di questa iniziativa è stata resa possibile grazie ai relatori e ai partecipanti, che hanno contribuito alla vivacità del dibattito scientifico, e ai colleghi dell’Università di Torino, dell'Università di Perugia e dell’Università di Napoli Federico II, Roberto Rosselli Del Turco, Carla Falluomini e Raffaele Cioffi, che hanno collaborato all’organizzazione del Seminario. Un particolare ringraziamento va al Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Torino (StudiUm) e all’Associazione Italiana di Filologia Germanica, che hanno generosamente sostenuto anche questa edizione del Seminario.
Il costo invisibile dell'informazione. Indagine sul gender pay gap nel giornalismo piemontese
Studiare il gender pay gap nel giornalismo significa interrogare non un settore produttivo qualsiasi, ma le condizioni materiali in cui si produce il discorso pubblico. Le redazioni riproducono al proprio interno le disuguaglianze che pretendono di raccontare, e il divario retributivo vi si intreccia con la distribuzione dell'autorità di definire cosa conta come notizia e chi conta come figura esperta. L'indagine ricostruisce questo divario nel giornalismo piemontese a partire da una survey esplorativa somministrata agli iscritti all'Ordine dei giornalisti. Il divario non costituisce un'anomalia correggibile per via normativa, ma un indicatore della cultura organizzativa che governa la produzione dell'informazione. I dati mostrano una concentrazione femminile nelle fasce retributive più basse e un peggioramento retributivo più frequente tra le donne negli ultimi cinque anni. La maggiore presenza femminile nel lavoro dipendente, a prima lettura favorevole, si rovescia in una collocazione sistematica nelle fasce salariali più rigide: una strategia di negoziazione razionale, che ha però costi imposti dalla distribuzione asimmetrica del lavoro di cura. Vi si sovrappongono un'asimmetria informativa e negoziale (le donne conoscono meno le proprie fasce retributive e dispongono di minore spazio per discuterne) e un'asimmetria percettiva netta, per cui le donne riconoscono la disparità che i colleghi uomini tendono a normalizzare. L'analisi qualitativa individua nella maternità e nella cura familiare un momento di frattura strutturale, e nella precarietà contrattuale un asse di disuguaglianza autonomo che ne amplifica gli effetti. L'opacità retributiva non emerge come disfunzione, ma come parte del funzionamento del sistema.
Genitorialità e malattia oncologica: un’analisi qualitativa dei vissuti materni e delle strategie di coping
Il presente lavoro indaga l’impatto di una malattia oncologica sulla percezione di sé come genitore, sulla vita quotidiana e sulle dinamiche familiari, con particolare attenzione al vissuto di donne madri affette da tumore al seno o ovarico.
Il quesito centrale che guida la ricerca è il seguente: come si ristruttura il ruolo materno quando la donna, tradizionalmente investita della funzione primaria di cura all’interno della famiglia, si confronta con una malattia potenzialmente invalidante come il cancro, che comporta trasformazioni radicali sia a livello corporeo sia psichico? L’obiettivo è comprendere le implicazioni sociali, emotive e relazionali della malattia oncologica, esplorando anche le strategie di coping, interne (risorse personali, resilienza, elaborazione del significato dell’esperienza) ed esterne (supporto familiare, reti amicali, aiuti istituzionali), adottate per fronteggiare le sfide poste dalla cronicità e dalla cura e le risorse personali e familiari delle donne affette da cancro che possono giocare un ruolo cruciale nell’affrontare questa condizione. Queste strategie emergono come dispositivi fondamentali per la gestione della quotidianità e per il mantenimento di una certa continuità nel ruolo genitoriale. Particolare attenzione è stata rivolta al tema della conciliazione tra lavoro e vita familiare, dimensione che si fa ancora più complessa quando entra in gioco la malattia, rendendo evidenti le tensioni tra aspettative sociali e limiti fisici ed emotivi. Per indagare tali fenomeni, è stato adottato un disegno metodologico qualitativo, basato sull’utilizzo di interviste semi-strutturate. Questo strumento ha consentito di raccogliere le narrazioni di 13 madri, residenti a Torino o nella provincia di Torino, affette da tumore al seno o ovarico, permettendo un’analisi approfondita delle dimensioni soggettive e simboliche dell’esperienza oncologica. Le interviste, flessibili nella struttura, hanno consentito di cogliere le specificità di ciascun vissuto, favorendo l’emersione di significati e pratiche altrimenti invisibili nei contesti clinici. Le aree indagate sono state molteplici e hanno riguardato la varietà di aspetti della vita delle pazienti oncologiche: le emozioni associate alla diagnosi, le trasformazioni identitarie, la relazione con i figli, il rapporto con il partner e le modalità di interazione con il sistema sanitario. In sintesi, lo studio mostra che la gestione della malattia oncologica all’interno della famiglia è un processo complesso che richiede un equilibrio tra risorse interne ed esterne. Le famiglie devono riorganizzare i loro ruoli quotidiani, cercare supporto esterno per alleggerire il carico economico e psicologico, e fare sacrifici sul piano lavorativo e pratico per rispondere alle esigenze di cura della paziente. Le risorse e le strategie messe in atto sono fondamentali per affrontare la difficoltà del percorso oncologico e per supportare la madre malata nel suo percorso di cura. I primi due capitoli dell’elaborato offrono un inquadramento teorico e bibliografico e presentano dati epidemiologici sul fenomeno oggetto di studio. Il terzo capitolo espone il metodo di ricerca e riporta i risultati delle analisi di interviste condotte con un gruppo di donne madri con neoplasie.
Clementina De Como, una sconosciuta femminista e testimone del Risorgimento
L'istitutrice Clementina De Como, nata a Bonnieux, in Provenza, nel 1803 e morta a Torino nel 1871, ci presenta, attraverso la sua autobiografia originale e pressoché sconosciuta, il suo percorso, prima come religiosa presso una congregazione in Francia, poi come donna libera in Italia. I due volumi, intitolati Émancipation de la femme, pubblicati in lingua francese a Torino, nel 1853, e ripubblicati in stampa anastatica nel 2009-2010, raccontano con molta chiarezza quale significato attribuisce la scrittrice al termine emancipazione. Infatti, anticipa di quasi un decennio le opere pionieristiche del femminismo francese, come La femme affranchie (1860) di Jenny d'Héricourt, e italiano, come «La donna» e i suoi rapporti sociali (1864) di Anna Maria Mozzoni, denunciando l'assenza di diritti delle donne e proponendo di migliorare la condizione femminile. Le sue memorie offrono anche una preziosa testimonianza dei rivolgimenti politici del XIX secolo, sia in Francia sia in Italia. In particolare, descrive eventi politici cruciali del Risorgimento, come le Cinque Giornate di Milano del 1848 da un punto di vista personale e originale.
Corpi interconnessi. Teorie e politiche dell'interdipendenza
L’elaborato indaga il concetto di interdipendenza adottando un approccio femminista e intersezionale, con l’obiettivo di sostenere una visione relazionale dell’esistenza, in cui ogni corpo è connesso ad altri corpi. Prendendo le mosse da una critica al carattere individualista del neoliberismo contemporaneo, il riconoscimento dei legami che attraversano i corpi umani e non umani viene identificato come un possibile schema interpretativo per rispondere alle crisi economiche, socio-politiche e ambientali. Il primo capitolo esplora le forme di interdipendenza che uniscono gli esseri umani prendendo in considerazione l’intreccio delle molteplici forme di oppressione esistenti; questa riflessione viene estesa successivamente a un orizzonte più ampio, una rete multispecie che coinvolge le varie forme di vita con le quali coabitiamo sul pianeta. Nel secondo capitolo vengono presentate due correnti di pensiero fondate sull’interdipendenza: la filosofia della cura, che promuove una trasformazione politica capace di valorizzare la cura come paradigma sociale orientato al benessere collettivo, e l’ecofemminismo, che evidenzia i nessi tra il dominio patriarcale e lo sfruttamento ambientale e animale. Il terzo capitolo illustra infine alcune pratiche concrete, tratte dalle politiche dei commons e dall’ecopedagogia, capaci di tradurre in azioni concrete il riconoscimento di questa vasta rete di connessioni. L’elaborato intende dare prova della necessità di accogliere i legami di interdipendenza che ci attraversano per poter ripensare le nostre relazioni e ideare forme di convivenza basate sulla cura, sulla collaborazione e sulla sostenibilità.