La performance della soggettività tra scena e studi di genere

My research focuses on the relation between the body and the subject in the field of performing arts (i.e. Dance and theatre). The goal of the research is on the one hand, to disclose how contemporary art practices rethink subjectivity by processing, comparing, and deconstructing its social images. On the other hand, to question the current methodological approach of the performing art theories. Despite the Identity Studies (Disability Studies, Feminist Studies, Queer Studies ecc) and the artistic practices are questioning the categories of body, subject, genre and race, the theatrical scholars, at least in Europe, are far from the adoption of methodological and linguistic instruments suitable for the interpretation of the artistic and philosophical contemporary scenario. The reformulation of the theatrical form took place trough decomposition of the whole of a genre into its individual elements. Text, body, lights, object, sounds are each treated as autonomous realities. Once the actor is free from the playing a character, the representation of the subject is entrusted to the body. Consequently, theatrical scholars, from different perspectives, have considered reduced the actor's ability to attest a subject. The main hypothesis of this research is that artistic practices go beyond both stereotypes and available scientific theories, creating further lens for the reading of subjectivity. At the same time these experiences put into question the adoption of uniform and stable categories for the interpretation of the actor's work.

La promozione dell'enoturismo e dell'enogastronomia locale.
Il ruolo dell'Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino

Il quadro normativo regionale assegna alle Enoteche Regionali un ruolo centrale in tema di promozione non solo dei vini del territorio di riferimento ma anche dei prodotti agroalimentari, del paesaggio rurale, dei beni artistici e culturali e soprattutto la normativa assegna alle Enoteche Regionali il ruolo di coordinamento delle attività promozionali del territorio. Per lo svolgimento delle attività richiamate l’Enoteca necessita di un luogo fisico, aperto al pubblico, adeguatamente strutturato per accogliere al meglio gli appassionati e per poter intercettare i flussi turistici già presenti sul territorio. Con riferimento particolare all’Enoteca Regionale dei vini della provincia di Torino, la cui attuale sede è a Caluso, le attività di indagine hanno espresso chiaramente l’esigenza di sviluppare un nuovo luogo aperto a turisti e frequentatori localizzato nella città di Torino e in particolare nel centro storico, azione condivisa e apprezzata da tutti gli stakeholders di volta in volta intervistati e anche dai potenziali beneficiari. La città di Torino al momento è infatti priva di una sede dedicata alla promozione dei vini del territorio, sebbene possa aspirare a posizionarsi, come dimostrato anche da eventi recenti, come Torino – città del vino. Un luogo di questo tipo va inteso non solo come punto immagine, promozione, vendita e degustazione – attività proprie dell’Enoteca Regionale – ma anche e soprattutto come hub culturale e turistico in cui valorizzare la tradizione vitivinicola del territorio e la sua nascente vocazione enoturistica. Questo aspetto potrebbe rappresentare un’importante novità nel panorama dell’offerta turistica della città e del territorio e rappresenterebbe una vetrina molto rilevante per i vini della provincia di Torino (in primis) ma in generale per l’offerta enoturistica che il territorio stesso può offrire (e già offre). Il tema dell’utilità dell’apertura e delle attività da rendere disponibili presso un “punto immagine, degustazione e vendita”, con attenzione particolare agli aspetti di tipo enoturistico, è stato indagato in modo particolare nei questionari somministrati alle diverse tipologie di stakeholder, ovvero aziende vitivinicole, strutture ristorative, tour operator ed agenzie incoming, guide turistiche ed accompagnatori naturalistici, visitatori del Salone del Vino di Torino 2023. Tutti gli stakeholder coinvolti concordano nell’utilità di avere a Torino un “punto immagine, degustazione e vendita” dei vini del territorio della provincia di Torino, per lo sviluppo dell’enoturismo. Il luogo indicato come ideale è rappresentato dalle vie/piazze del centro storico di Torino. Tutti i servizi di cui è stato chiesto un giudizio ai soggetti intervistati in termini di importanza riscontrano un grado medio-alto di rilevanza: l’organizzazione di eventi mirati per la degustazione di vini e prodotti locali; la fornitura di informazioni di dettaglio sul vino, i territori vitati, le cantine; la degustazione e vendita non solo dei vini ma anche dei prodotti alimentari del territorio della provincia di Torino; la consegna a domicilio del vino acquistato; la fornitura di informazioni sui servizi specifici per l’enoturismo (ad esempio visite ai vigneti ed alle cantine, degustazioni, esperienze, pacchetti turistici di più giorni); l’organizzazione di iniziative ed eventi di promozione vitivinicola rivolti ad operatori di settore, giornalisti, etc. ma anche agli amanti del vino; il coinvolgimento di produttori, esperti, opinion leaders in occasione degli eventi e delle iniziative organizzate; la fornitura di informazioni turistiche sui territori di provenienza dei vini proposti; la possibilità di effettuare prenotazioni per i servizi specifici per l’enoturismo. Da non tralasciare poi le attività da svolgere nei confronti degli operatori della filiera enoturistica (interni ed esterni alla destinazione) in termini di formazione. Sulla base delle informazioni emerse anche dalle attività di analisi desk e dalle nuove tendenze dell’enoturismo, punto di forza di un “punto immagine, degustazione e vendita” sembra essere l’affiancamento all’area commerciale dell’enoteca – degustazioni e vendita dei vini e prodotti tipici del territorio di riferimento – anche di un’area culturale in cui valorizzare la tradizione vitivinicola del territorio, attraverso il ricorso anche alle nuove tecnologie, per agevolare anche, tra gli altri aspetti, la fruibilità da parte di persone con esigenze specifiche.

La responsabilità sociale nel turismo: un asset vincente per le Alte Valli

In questo risultato della ricerca si evidenziano le tematiche principali associate alla responsabilità sociale nel turismo che possono essere applicate al contesto delle Alti Valli. L’attuale business model della filiera legata al turismo non considera il concetto di responsabilità sociale. L’analisi che ha portato alla definizione del concetto di responsabilità sociale si concentra sul contesto Europeo individuando 173 articoli scientifici presenti su Scopus. Sulla base delle fonti individuate lo studio analizza attraverso l’analisi bibliometrica le variabili principali che identificando i pilasti su cui si basa e gli approcci che vengono adottati. L’analisi integra il business model composto da soggetti pubblici, privati e no profit e in grado di generare valore e rispondere ai bisogni del mercato, del territorio e della comunità con elementi di carattere ambientale, sociale, economico e tecnologico. Lo studio propone la possibilità di adottare la misurazione di elementi di responsabilità sociale attraverso diverse linee guida, approcci ed indicatori già esistenti nel contesto Europeo. Le linee guida sono state tradotte in buone pratiche mentre gli indicatori adottati si collocano all’interno di un approccio volto da un lato a misurare il cambiamento nel tempo, dall’altro a allocare i risultati in rapporto agli indicatori SDGs. Gli indicatori sono stati definiti e identificati sulla base dei possibili business model forniti dalla letteratura e dalla pratica all’interno dell’area delle Alti Valli e aree protette.

La riforma degli artt. 9 e 41 della Costituzione e le sue implicazioni: un primo confronto Atti del seminario svoltosi a Cuneo il 29 aprile 2022

Nei contributi raccolti nel presente volume – frutto del Seminario svoltosi nella sede di Cuneo del Dipartimento di Giurisprudenza il 29 aprile 2022 – si propone una prima riflessione sulla natura e sulle implicazioni dell’intervento di riforma degli articoli 9 e 41 della Costituzione approvato con la legge di revisione costituzionale n. 1 del 2022. La scelta di accogliere in termini espliciti l’ambiente (insieme agli ecosistemi e alla biodiversità) tra i beni meritevoli di una specifica tutela da parte della Repubblica, così come quella di introdurre una prima apertura ad un orizzonte temporale intergenerazionale, riferendo tale tutela anche ad un interesse delle generazioni future, così come, ancora, il richiamo ad istanze di tutela proprie anche degli animali, costituiscono elementi nel loro insieme riconducibili – anche al di là del contesto italiano – a tratti emergenti e peculiari del costituzionalismo del tempo presente. Confrontarsi con una riforma costituzionale appena approvata, tanto più in quanto modificativa del contenuto di disposizioni collocate tra i principi fondamentali dell’ordinamento repubblicano, risulta ad un tempo necessario ed urgente, così come impegnativo e complesso. La scelta è stata dunque quella di delineare, nelle riflessioni e nelle analisi proposte, una pluralità di prospettive e di approcci alle questioni giuridiche connesse a tale intervento di revisione: gli approcci della dottrina giuridica e quelli della Magistratura e dell’Avvocatura; la riflessione sui presupposti e sulle finalità dell’intervento, così come quella sulle sue ricadute applicative; l’individuazione degli elementi di novità introdotti nel quadro normativo costituzionale, così come di quelli di consolidamento e di continuità rispetto alle coordinate già ravvisabili come proprie di un “diritto costituzionale dell’ambiente”; la valutazione delle potenzialità e allo stesso tempo delle criticità e dei limiti della riforma costituzionale approvata. Una riflessione condotta nella consapevolezza che è propriamente nella varietà e complessità di tali prospettive ed approcci e nel confronto su di essi sia all’interno della comunità scientifica, che con gli operatori delle professioni giuridiche che – non da ultimo – con la comunità dei cittadini, ciascuno richiamato al proprio ordine di responsabilità, che le rinnovate disposizioni costituzionali troveranno ed esprimeranno il proprio senso e il proprio segno.

La scrittura su Wikipedia come strumento didattico

Wikipedia è uno strumento didattico potente e duttile. Si presta ad un’ampia gamma di progetti di apprendimento, a qualsiasi livello. È gratuito, non richiede competenze digitali particolari, offre gratificazioni di rilievo a studenti e docenti. Questo volume offre: (a) un’introduzione a Wikipedia, alle sue regole epistemologiche e di funzionamento; (b) una guida analitica, passo a passo, per i docenti che vogliano costruire un’attività di scrittura su Wikipedia; (c) una riflessione critica su due esperienze realizzate direttamente, i cui successi e i cui fallimenti possono essere di aiuto nella comprensione del percorso di realizzazione del progetto.

La scuola di economia di Torino : da Cognetti de Martiis a Einaudi

La scuola di economia di Torino : da Cognetti de Martiis a Einaudi / a cura di Roberto Marchionatti e Giandomenica Becchio. - Torino : Celid, 2005. - 234 p. ; 24 cm. ((Fa parte di Quaderni di storia dell'Università di Torino , 7

La tutela delle persone di minore età. Contributi e riflessioni dalla rete dei servizi

La rete è un concetto fondamentale nell’attuazione di qualsiasi progettualità, sia con il singolo individuo che con la comunità e con tutti gli attori che in essa operano. Se è vero, infatti, che reti personali - primarie e secondarie - sono elementi imprescindibili da tenere in considerazione per lo sviluppo del processo di aiuto con i singoli, è altrettanto vero che il sistema integrato di interventi e servizi sociali non può realizzarsi compiutamente senza intendere la rete - e il lavoro con e su questa - come l’insieme di tutte le risorse che nella comunità locale hanno sede, attività e interessi. Ecco perché anche di fronte al fenomeno della violenza sulle persone d’età minore non ci si può esimere dal lavorare, su più piani di azione e su più fronti, in rete. Questo position paper raccoglie vari contributi che mirano a chiarire terminologicamente i fenomeni, ma anche ad illustrare prospettive, progetti e strumenti di tutela a contrasto e prevenzione della violenza sulle persone di età minore. La finalità ultima del lavoro è di stimolare riflessioni sulle policies in materia, in un confronto fruttuoso cui il lavoro di rete e con la rete non può mai prescindere.

La Zucca del Doni en Spañol

Transcripción de la edición según el ejemplar de la Biblioteca Estense de Modena signatura α H 11.22. Venecia, Marcolini, 1551

Languaging Identities in Changing TimesChallenges and opportunities

Languaging Diversity is an international biennial conference of the I-Land Inter-university Research Center, an international and interdisciplinary center based at the University of Napoli L’Orientale, Italy. It welcomes scholars interested in a variety of fields such as Linguistics, Social Sciences, and the Humanities. The concepts of identity and diversity are at the core of the conference series. These are investigated cross-culturally, cross-linguistically and from interdisciplinary perspectives. Following the seven successful events hosted by the Universities of Napoli (2013), Catania (2014), Macerata (2016), Cagliari (2017), Antwerp (2018), Teruel (2019), and Lille (2021), the eighth edition of the Languaging Diversity conference (LD2023) is organized by the University of Torino, Italy. The present volume is a collection of extended abstracts submitted to the 8th edition of the Languaging Diversity Conference (LD2023) titled ‘Languaging identities in changing times: Challenges and opportunities’. The 2023 version of the conference is jointly organised by the Department of Foreign Languages, Literature and Modern Cultures and the Department of Cultures, Politics and Society at the University of Torino, Italy. The theme of the conference focuses on the representation and the languaging of identities against the backdrop of our rapidly changing societies. Cultures, traditions, and customs are evolving very quickly; in the same way, the interpretation of the concept of identity is undergoing a significant transformation. Languaging Diversity 2023 brings together researchers from a wide range of research disciplines and from diverse cultural and linguistic backgrounds. The contributions explore how people embrace the opportunities and overcome the challenges of current times to create a space for their identities to be acknowledged and recognized. The book of abstracts gathers four plenary talks, four panels that include twenty presentations, seventy-two parallel presentations and six poster presentations, totalling a number of 102 talks. The abstracts discuss the conference theme in relation to gender and sexuality, ethnicity, disability, ageism, religion, ecology, medicine and science, media, politics, the law, education, and learning. The abstracts in this volume also reflect a broad range of the spectrum of theoretical and analytical approaches to study the interface between language and identity such as ethnographic, case studies, multimodal, multilingual, translational, textual and corpus-based methods.

Le rappresentazioni delle violenze di genere nelle pubblicità sociali italiane. Un’analisi intersezionale

According to the literature (Oddone 2013; Ciccone 2014; Cosenza 2015; Magaraggia 2015; Polizzi & Oliveri 2015), the representations of gender-based violence in Italian social advertisements are strongly linked to stereotypical imaginaries of the physical dimension, domestic violence, and the removal of victims' agency, as well as heteronormative and ableist ones. In my qualitative research on 12 advertisements (from 2006 to 2019), I tried to identify representations that go beyond hegemonic terms, with particular attention to the dimensions of racism, ableism and homolesbobitransphobia, applying the intersectional approach, to reacha more complex understanding of how identities and power relations are constructed in visual media. My analysis sought to answer the question of whether social advertisements contain images that challenge stereotypes and prejudices regarding violences, or whether they reiterate certain representational mechanisms that are the result of the phenomenon they are intended to combat. The hypotheses on their verifiability ‒ and therefore on the scarce capacity to challenge the preconceptions of those advertisements that by their function should promote social change ‒ were tested on the basis of the following variables, according to a qualitative methodology that refers to socio-semiotic visual analysis in search of counter-hegemonic narratives: promoting subjects, ways of representing the places of violence, representation of the violences themselves, identities and bodies and communicative style. My research shows that, in Italy, it is difficult to carry out campaigns against gender violence that exclude or question stereotypes. On the one hand, there is a gap between innovative aims and the use of stereotypical language, which is typical of social advertising’s form. On the other hand, there are considerable differences between the various promoters: there is a tension between the different structures and aims of the promoters surveyed, between public service advertising and advocacy.