La riforma degli artt. 9 e 41 della Costituzione e le sue implicazioni: un primo confronto Atti del seminario svoltosi a Cuneo il 29 aprile 2022

Nei contributi raccolti nel presente volume – frutto del Seminario svoltosi nella sede di Cuneo del Dipartimento di Giurisprudenza il 29 aprile 2022 – si propone una prima riflessione sulla natura e sulle implicazioni dell’intervento di riforma degli articoli 9 e 41 della Costituzione approvato con la legge di revisione costituzionale n. 1 del 2022. La scelta di accogliere in termini espliciti l’ambiente (insieme agli ecosistemi e alla biodiversità) tra i beni meritevoli di una specifica tutela da parte della Repubblica, così come quella di introdurre una prima apertura ad un orizzonte temporale intergenerazionale, riferendo tale tutela anche ad un interesse delle generazioni future, così come, ancora, il richiamo ad istanze di tutela proprie anche degli animali, costituiscono elementi nel loro insieme riconducibili – anche al di là del contesto italiano – a tratti emergenti e peculiari del costituzionalismo del tempo presente. Confrontarsi con una riforma costituzionale appena approvata, tanto più in quanto modificativa del contenuto di disposizioni collocate tra i principi fondamentali dell’ordinamento repubblicano, risulta ad un tempo necessario ed urgente, così come impegnativo e complesso. La scelta è stata dunque quella di delineare, nelle riflessioni e nelle analisi proposte, una pluralità di prospettive e di approcci alle questioni giuridiche connesse a tale intervento di revisione: gli approcci della dottrina giuridica e quelli della Magistratura e dell’Avvocatura; la riflessione sui presupposti e sulle finalità dell’intervento, così come quella sulle sue ricadute applicative; l’individuazione degli elementi di novità introdotti nel quadro normativo costituzionale, così come di quelli di consolidamento e di continuità rispetto alle coordinate già ravvisabili come proprie di un “diritto costituzionale dell’ambiente”; la valutazione delle potenzialità e allo stesso tempo delle criticità e dei limiti della riforma costituzionale approvata. Una riflessione condotta nella consapevolezza che è propriamente nella varietà e complessità di tali prospettive ed approcci e nel confronto su di essi sia all’interno della comunità scientifica, che con gli operatori delle professioni giuridiche che – non da ultimo – con la comunità dei cittadini, ciascuno richiamato al proprio ordine di responsabilità, che le rinnovate disposizioni costituzionali troveranno ed esprimeranno il proprio senso e il proprio segno.

Individuo e collettività: tra autonomia e responsabilità

Questa pubblicazione rappresenta la terza tappa di un percorso di riflessione sui diritti e i doveri di cittadinanza, elaborato a partire dalle lezioni della Scuola di Cittadinanza, iniziativa di terza missione organizzata dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino, nelle sedi di Torino e Cuneo, a partire dal 2018. A differenza delle due precedenti edizioni delle Lezioni della Scuola, inevitabilmente segnate dall’esigenza del confronto con la situazione di emergenza legata alla pandemia Covid-19, l’edizione del 2022 è stata immaginata come l’occasione per un ritorno alla “fisiologia” del dibattito pubblico in tema di diritti e doveri di cittadinanza: un confronto “fuori dall’emergenza”, dedicato al problematico rapporto tra individuo e collettività, alla luce dei principi di autonomia e responsabilità, declinato in relazione a diversi profili legati appunto ai diritti e ai doveri fondamentali. Dal problema dell’esposizione dei simboli religiosi nelle scuole a quello del rapporto tra individui e collettività nelle istituzioni politiche rappresentative; alla questione dei doveri di solidarietà in materia fiscale; a quella dei presupposti di politica del diritto alla base delle scelte in materia di responsabilità penale, nella dialettica tra liberalismo e “paternalismo”; ad una riflessione sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con particolare riferimento ai profili della digitalizzazione e della transizione ecologica; alla tematica dei fattori ESG in relazione alla responsabilità sociale e ambientale delle imprese; a quella degli equilibri tra solidarietà sociale e libertà individuale in riferimento agli obblighi vaccinali. Quanto agli aspetti più strettamente legati al mondo dell’istruzione (sempre oggetto di particolare attenzione nella Scuola di Cittadinanza), si propone una riflessione sulle “soft skills” nei percorsi formativi scolastici e sul tema delle competenze relazionali, nonché sul recente inserimento tra i principi fondamentali della Costituzione dell’”interesse delle generazioni future” e sulle sue ricadute sull’istruzione scolastica. Nell’ultima parte del Volume sono poi raccolti gli interventi di una tavola rotonda conclusiva sul tema del ritorno della guerra in Europa, con particolare riferimento alle “sfide” ed alle responsabilità connesse per il mondo dell’istruzione e della comunicazione, che la Scuola ha ritenuto necessario organizzare a seguito dello scoppio del conflitto russo-ucraino. Il filo conduttore di tali interventi (e l’obiettivo della stessa tavola rotonda) consiste nel richiamo alla necessità di mantenere un approccio di riflessione critica ed aperta – anche in un contesto in cui la drammaticità delle condizioni impone la nettezza delle posizioni e delle attribuzioni di responsabilità –, nella convinzione che la repulsione rispetto all’idea per cui possa essere la guerra a tornare a ridefinire i confini dell’Europa debba essere anche repulsione rispetto all’idea per cui la guerra stessa possa arrivare a ridefinire i nostri “confini etici”.

Donne per l’Europa. Atti delle prime tre giornate per Ursula Hirschmann

Nel 2007, in occasione dell’Anno Europeo delle Pari Opportunità, il CIRSDe promosse, con l’appoggio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, l’istituzione delle Giornate annuali «Donne per l’Europa», titolo che riprende il nome del gruppo «Femmes pour l’Europe», fondato da Ursula Hirschmann negli anni 1970. L’intento era – ed è rimasto – quello di invitare annualmente una/o studiosa/o di respiro internazionale a tenere una Lezione sul tema, e un gruppo di altre/i partecipanti a riflettere sul contributo diretto delle donne a pensare, costruire e immaginare l’Europa. In questo libro raccogliamo gli atti delle prime tre giornate per Ursula Hirschmann, organizzate nel 2007, 2008 e 2009, oltre a una serie di altri contributi di studiose che hanno dedicato i loro recenti studi a questa figura femminile.

Donne per l'Europa 1

Nel 2007, in occasione dell’Anno Europeo delle Pari Opportunità, il CIRSDe promosse, con l’appoggio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, l’istituzione delle Giornate annuali «Donne per l’Europa», titolo che riprende il nome del gruppo «Femmes pour l’Europe», fondato da Ursula Hirschmann negli anni 1970. L’intento era – ed è rimasto – quello di invitare annualmente una/o studiosa/o di respiro internazionale a tenere una Lezione sul tema, e un gruppo di altre/i partecipanti a riflettere sul contributo diretto delle donne a pensare, costruire e immaginare l’Europa. Questo libro è una riedizione di Donne per l’Europa (Rosenberg & Sellier, 2013) e raccoglie gli atti delle prime quattro giornate per Ursula Hirschmann, organizzate nel 2007, 2008, 2009 e 2012, oltre a una serie di altri contributi di studiose che hanno dedicato i loro recenti studi a questa figura femminile.

Donne per l'Europa 2

La pubblicazione di questo secondo volume di Donne per l’Europa e la contemporanea riedizione del primo volume (del 2013) consentono di evidenziare un itinerario di pensiero e discussione lungo la strada indicata da Ursula Hirschmann e dal gruppo da lei fondato nel 1975 a Bruxelles. “Femmes pour l’Europe” si prefiggeva lo scopo di portare avanti l’ispirazione del Manifesto di Ventotene del 1941 per un’Europa intesa come patria di giustizia e uguaglianza, aprendola alla prospettiva di genere. Questo volume, che raccoglie gli atti delle giornate per Ursula Hirschmann organizzate dal 2013 al 2017, è completato dalla Lectio Magistralis tenuta da Rosi Braidotti all’Istituto Europeo di Firenze nel 2001, una riflessione su genere, identità e multiculturalismo in Europa.

Violenza maschile contro le donne: riflessioni teoriche sul campo antiviolenza

Il presente contributo mira a fornire una riflessione teorica per analizzare le relazioni tra gli attori che si occupano del contrasto della violenza contro le donne, utilizzando il concetto di campo organizzativo proveniente dalla teoria neoistituzionalista. Osservando le cornici istituzionali, le spinte endogene, gli attori-chiave del campo, le dinamiche e le pratiche messe in atto ci si è chiesti se fosse possibile applicare questo costrutto teorico all’ambito del contrasto alla violenza contro le donne. Il concetto si è dimostrato utile per comprendere meglio le relazioni tra gli attori e i cambiamenti all’interno del campo antiviolenza, rendendo manifesto che in Italia quest’ultimo è ancora frammentato e debolmente strutturato.

Dieci anni di REMS Un’analisi interdisciplinare

Il volume trae spunto dall’analisi dell’impatto della L. 81/2014 per proporre una riflessione più ampia sull’attuale configurazione del sistema delle misure di sicurezza personali. Come noto, la riforma del 2014 ha previsto – fra le altre misure – la definitiva chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari a favore di un articolato sistema territoriale che vede nell’internamento del reo non imputabile, o con imputabilità diminuita, all’interno delle nuove Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) l’extrema ratio, laddove la pericolosità sociale dell’autore del reato non consenta l’applicazione di una misura non custodiale. In una prospettiva multidisciplinare, il volume, articolato in quattro sezioni, affronta le diverse questioni che hanno accompagnato l’entrata in vigore e l’applicazione della riforma. Nella prima (le persone) sono analizzate le caratteristiche principali dei soggetti che transitano all’interno del sistema delle misure di sicurezza penali, ed in particolare delle REMS. Nella seconda sezione (i luoghi) è affrontata la materiale organizzazione delle REMS in rapporto agli obiettivi di cura che tale istituzione si prefigge. Nella terza parte (i percorsi), l’analisi si sposta sul terreno dei tragitti – formalmente previsti e concretamente attuati – nell’ambito del sistema delle misure di sicurezza. La quarta e ultima sezione (i contesti) muove lo sguardo oltreconfine adottando una dimensione comparatista. In questo caso, la riflessione si spinge a riflettere sul quadro sovranazionale del rapporto tra esigenze di difesa sociale e tutela dei diritti fondamentali dei soggetti psichiatrici autori di reato per approfondire l’indagine sul terreno delle norme e pratiche europee in materia di sorveglianza e cura del «folle reo».

«AnDante». Dante e la musica: riflessioni interdisciplinari

Questo volume raccoglie alcuni fra i contributi presentati in occasione di AnDante, un convegno su Dante e la musica tenutosi il 10 settembre 2015 a Torino e il giorno seguente a Milano in occasione delle celebrazioni per il settecentocinquantesimo anniversario della nascita del poeta. La miscellanea si divide in due parti: la prima (Dante, prima e dopo), ordinata secondo un criterio per lo più temporale, presenta contributi che spaziano dall’analisi del canto II del Purgatorio a quella di Laborintus II di Edoardo Sanguineti e Luciano Berio; la seconda (Paolo e Francesca) è invece completamente dedicata all’eroina del canto V dell’Inferno, oggetto di una impressionante quantità di elaborazioni musicali, al cui riguardo la veste editoriale on-line offre anche una interessante possibilità: nel sesto contributo (di Luca Rossetto Casel) il lettore troverà il collegamento a una tabella riportante le intonazioni e le composizioni riferite alle figure di Paolo e Francesca che l’autore sinora è stato in grado di rintracciare e potrà integrarla in base ad eventuali altre informazioni.

Studi in memoria di Massimo Roccella

Il volume, nato con l’intento di riannodare un dialogo con Massimo Roccella a dieci anni dalla sua scomparsa, si articola in tre aree tematiche di centrale importanza nell’attuale orizzonte giuridico e politico e rispetto alle quali egli ha svolto, nella sua ricca produzione scientifica, riflessioni di perdurante rilievo: quella dei salari e della povertà lavorativa, quella del lavoro flessibile e precario nella complessa collocazione fra subordinazione e autonomia e quella della sempre problematica fisionomia dell’Europa sociale. I numerosi saggi raccolti nel volume proiettano nel contesto odierno ragionamenti e intuizioni di Massimo Roccella, mostrandone la persistente attualità.