"High Performance Learning" Project Uno studio pilota sui bisogni formativi di insegnanti e genitori piemontesi, rispetto la fragilità cognitiva

Questo studio pilota, commissionato dall’Associazione Diritti Negati ODV e dalla Consulta per le Persone in Difficoltà in vista dell’attuazione del progetto High Performance Learning (HPL), nasce in particolar modo dalla consapevolezza della difficile inclusione scolastica di studenti e studentesse con fragilità cognitiva e intellettiva. La ricerca si inserisce in una realtà poco indagata, si constata infatti la carenza cronica di survey che a livello nazionale indaghino il tema dei bisogni (e delle risorse formative) di genitori e insegnanti rispetto al tema della fragilità cognitiva. Questo studio, che si svolto fra l’ottobre 2021 e l’aprile 2022, mira ad indagare attraverso un’indagine campionaria i bisogni formativi avvertiti dai genitori e dagli insegnanti ai/lle cui figli/e o alunni/e è stata riconosciuta una disabilità cognitiva (Legge 104/92) o certificata una fragilità cognitiva, e che frequentano le scuole primarie o secondarie di I e II grado nella regione Piemonte. Il report analizza i bisogni percepiti dai due campioni e osserva come una maggior collaborazione e co-progettazione permetta una costruzione di percorsi di inclusione scolastica di studenti e studentesse BES. Osservando in modo speculare la situazione vissuta dai genitori e dagli/dalle insegnanti, due istituzioni fondamentali nel processo di socializzazione, il report fa emergere alcune aree di criticità che, se risolte, permetterebbero una maggior comunicazione fra scuola e famiglia e migliorerebbero l’ambiente di apprendimento.

Abstract dei contributi presentati al XXXI Congresso Nazionale AIP sezione Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione

Questo volume contiene gli abstract dei contributi presentati al XXXI Congresso Nazionale della Sezione AIP di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione tenutosi presso l’Università di Torino dal 17 al 19 settembre 2018. Sintetizzare in poche parole l’esperienza del convegno è difficile, perché è stato ricchissimo di partecipazione e interesse, come gli abstract raccolti in questo volume dimostrano. Il convegno ha visto la presentazione di 238 contributi, in 37 Simposi e 11 sessioni poster. Silvia Bonino ha introdotto i lavori, richiamando nel suo intervento il significato e anche la responsabilità sociale della Psicologia dello sviluppo e dell’educazione. Le Lezioni Magistrali hanno toccato due elementi cruciali per la ricerca attuale: il contributo delle conoscenze neuroscientifiche alla conoscenza dello sviluppo e all’intervento educativo (Gaia Scerif), e l’approccio teorico della teoria dei sistemi dinamici per la comprensione dello sviluppo (Paul van Geert). La post-conference tenutasi nel pomeriggio del 19 settembre ha aperto il dibattito, anche all’interno della Psicologia, sul significato della continuità educativa per i servizi 0-6 anni, che il legislatore ha recentemente introdotto nel nostro paese. L’intervento introduttivo di Michel Vandenbroeck ha inquadrato la tematica in una prospettiva europea, sollecitando la riflessione e il dibattito sulla relazione tra conoscenza scientifica e complessità dell’implementazione delle conoscenze nella concreta realtà dei servizi. La partecipazione è stata ampia al di là delle aspettative, non solo di psicologi, ma anche di educatori, insegnanti e pedagogisti, attivamente impegnati nella realtà dei servizi educativi. Alla post-conference è seguita la giornata organizzata dai giovani del gruppo e-care, con la partecipazione di 16 giovani ricercatori/trici e le lezioni magistrali di Massimiliano Pastore e Antonio Calcagnì. A tutti i partecipanti che hanno contribuito alla ricchezza di questo volume va il nostro ringraziamento. Confidiamo che gli abstract qui raccolti possano fornire uno spaccato fedele della ricerca in psicologia dello sviluppo e dell’educazione nel nostro paese, e che possano essere un utile strumento per la diffusione e l’arricchimento di questa ricerca, sollecitando future collaborazioni. Il Comitato Scientifico del XXXI Congresso AIP Sezione di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione

La responsabilità sociale nel turismo: un asset vincente per le Alte Valli

In questo risultato della ricerca si evidenziano le tematiche principali associate alla responsabilità sociale nel turismo che possono essere applicate al contesto delle Alti Valli. L’attuale business model della filiera legata al turismo non considera il concetto di responsabilità sociale. L’analisi che ha portato alla definizione del concetto di responsabilità sociale si concentra sul contesto Europeo individuando 173 articoli scientifici presenti su Scopus. Sulla base delle fonti individuate lo studio analizza attraverso l’analisi bibliometrica le variabili principali che identificando i pilasti su cui si basa e gli approcci che vengono adottati. L’analisi integra il business model composto da soggetti pubblici, privati e no profit e in grado di generare valore e rispondere ai bisogni del mercato, del territorio e della comunità con elementi di carattere ambientale, sociale, economico e tecnologico. Lo studio propone la possibilità di adottare la misurazione di elementi di responsabilità sociale attraverso diverse linee guida, approcci ed indicatori già esistenti nel contesto Europeo. Le linee guida sono state tradotte in buone pratiche mentre gli indicatori adottati si collocano all’interno di un approccio volto da un lato a misurare il cambiamento nel tempo, dall’altro a allocare i risultati in rapporto agli indicatori SDGs. Gli indicatori sono stati definiti e identificati sulla base dei possibili business model forniti dalla letteratura e dalla pratica all’interno dell’area delle Alti Valli e aree protette.

Il Popular Financial Reporting nelle Università: Il caso studio dell’Università degli Studi di Torino

Il Bilancio POP o Popular Financial Report è una forma di rendicontazione, che ha l’obiettivo di presentare con semplicità e trasparenza l’attività delle aziende di diversa natura, pubblica, privata, ibrida, facilitando percorsi di comunicazione tra i portatori di interesse non addette ai lavori. Lo studio presenta il caso del Bilancio POP dell’Università degli Studi di Torino. Il caso studio considerato è stato realizzato sulla base di linee guida costruite grazie a evidenze internazionali, linee guida ed evoluzioni nazionali. L’analisi indaga sulla strutturazione dei contenuti e delle informazioni del documento attraverso l’approccio dialogico e di continua evoluzione che contraddistingue i bilanci POP. L’utilizzo di un questionario rivolto sia agli studenti/principali portatori d’interesse che ad esperti accademici permette di individuare caratteristiche e criteri che devono essere rispettati e, al tempo stesso, fornisce elementi di discussione e confronto per future indagini tecniche ed accademiche. Il caso del Bilancio POP e lo studio delle variabili legate al report è il primo attuato in Italia.

La digitalizzazione nelle professioni contabili: sfide e opportunità

La digitalizzazione è sempre più diffusa in innumerevoli campi della conoscenza. Tra questi anche la contabilità e il bilancio che non ne rappresentano di certo un’eccezione e sono sempre più esplorati dai ricercatori di tutto il mondo. La volontà di analisi e la ricerca di risposte ad eventi e modifiche esterne deriva, in realtà, da una diffusa trasformazione digitale. Se nei percorsi industriali, in quelli bancari e sanitari, l’innovazione digitale e aperta stanno trovando interessanti implicazioni, la contabilità e la redazione del bilancio, rimangono ancora ai margini di applicazioni più avanzate di ricerca interventista. L’evoluzione digitale attraverso applicazioni pratiche e di supporto all’utilizzatore è in grado di promuovere efficienza, produttività e competitività negli studi professionali e nelle aziende, in primis, nei dipartimenti di contabilità, bilancio e finanza. La ricerca, condotta attraverso un questionario inviato a livello nazionale, raccoglie esperienze di utilizzo della tecnologia di 215 studi professionali. I risultati dimostrano un'accelerazione dell'adozione della tecnologia negli ultimi anni grazie all'adozione della fatturazione elettronica. Tuttavia, dimostriamo attività effettuate con processi improduttivi e poco efficienti come la redazione manuale della prima nota. A livello di implicazioni future, la ricerca apre la strada ad interessanti prospettive per l'adozione della blockchain e dell'intelligenza artificiale negli studi dei professionisti.

Adozione di indicatori di SDGs all'interno di un Comune di medie dimensioni

L’esigenza delle pubbliche amministrazioni di volgere verso economie ambientali e sociali emerge dai principali stakeholders nazionali e internazionali. Non a caso l’Unione Europea o le Nazioni Unite hanno da sempre sostenuto la necessita cogente di un cambio di paradigma glocale. Tuttavia, nonostante numerosi studi e ricerche applicative, gli ambiti di sostenibilità risultano sempre più spesso studiati a livello nazionale, regionale o a livello di grandi città faro. La presente ricerca ha l’obiettivo di mappare ed analizzare gli indicatori di sostenibilità, cd. “Sustainable Development Goals (SDGs)” all’interno del contesto di un comune – azienda pubblica – di piccole-medie dimensioni. Dopo un approfondito studio teorico della letteratura basato sul metodo bibliometrico, un caso studio è stato presentato e applicato per l’esplorazione empirica dei risultati. Lo studio dimostra come ci siano ancora numerose criticità attribuibili sia alle metriche di analisi, sia rispetto alle tipologie di indicatori adottabili nelle municipalità di piccola-media dimensione. Ciò è dovuto, in larga parte, all’assenza di indicatori aggiornati e disponibili che possano essere fattivamente mappati.

Six selected Master’s theses by College of Europe students

The issue, which comes at the initiative of Professor Umberto Morelli, is both a tribute to the close collaboration between the University of Turin and the College, and the fruit of much innovative work by the students of Natolin. The theses presented here were submitted in the academic year 2018-2019 of the Master of Arts in European Interdisciplinary Studies. They cover a wide range of topics, from the place of identity in Danish EU integration debates (Miro Folke Guzzini), to the importance of a strategy for culture in EU external relations (Merle Lioba Andraschko), to the impact of disinformation in our societies (Louis Obry), to the perception of Kosovo by external actors (Ela Brglez), to the EU’s involvement in contested states such as Kosovo and Palestine (Hristiyana Stoyanova) and to the EU’s security actorness in the Ukraine crisis (Mallory Tamain).

INSPIRE. Exploring Social Entrepreneurship: Selected Case Studies

Social entrepreneurship takes on various forms, reflecting the considerable diversity among social entrepreneurs – encompassing their backgrounds, motivations, aims, and the diverse settings in which they operate. This variety of experiences and practices serves as a powerful learning resource, enabling established social entrepreneurs to compare their journeys and achievements with those of others, and providing inspiration and practical guidance for those at the outset. The Erasmus+ INSPIRE project contributes to this exploration by presenting a captivating range of case studies from Europe and beyond. These carefully selected cases not only celebrate the international scope of social entrepreneurship but also aim to foster its expansion. By showcasing diverse experiences and innovative approaches, the project seeks to infuse fresh thinking and energy into our collective efforts to address social, economic, and environmental challenges.

Chemical processes in Solar-type star forming regions

How the chemical complexity evolves during the process leading to the formation of a Sun and its planetary system? Is the chemical richness of a Solarlike planetary system, at least partially, inherited from the earliest stages or is there a complete chemical reset? A powerful way to answering these questions is by comparing the chemical content in young protostars and primitive bodies of the Solar System, using astrochemistry as a tool. Yet, to do so, we need to fully understand the processes that govern the chemical evolution of a molecular cloud into a young planetary system. The goal of the conference is to gather the actors of this intrinsically interdisciplinary endeavor: astronomers, chemists, and modelers. The recent huge progresses in the three areas make the time ripe for these communities to join and ride this scientific wave.